Diamoci da fare!

10 aprile 2007, 10:49

Non c’ è progetto politico serio e credibile che possa prescindere dalla stretta analisi del momento storico in cui esso si sviluppa e dal contesto entro il quale è destinato a spiegare i suoi effetti.

Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale della quinta Città d’Italia sono utile spunto ad una riflessione attenta di quanto fino ad oggi è stato fatto e di quanto resta ancora da fare.

Palermo è una città che non conosce vie di mezzo.

Passa dai fasti delle sue Chiese, dalla monumentale bellezza delle sue coste alle tristi e sconsolanti realtà delle periferie, sempre più affollate di problemi, compresi residui lasciti sotto forma di precariato da parte di chi oggi ha il coraggio di ripresentarsi con volto spavaldo agli elettori.

La giunta uscente con a capo il Sindaco Diego Cammarata è riuscita laddove decenni di Orlandismo imperante non hanno portato alcun frutto al cestino della Città.

L’acqua, la rotonda di via Leonardo da Vinci col sottopassaggio, il Foro Italico, Kal’s Art e via dicendo. Queste alcune delle opere più visibili, ma non scordiamoci lo snellimento della Pubblica Amministrazione, la sua informatizzazione ed il suo “federalismo cittadino”.

Oggi nelle circoscrizioni è possibile effettuare una serie di servizi che prima erano di competenza dell’Anagafe centrale in Viale Lazio.

Non dimentichiamo poi la felice gestione delle municipalizzate e la lotta, forse impopolare per qualcuno ma salutare per qualche altro, allo smog ed al caos del traffico cittadino.

La via maestra è stata tracciata in questi cinque anni, ma resta ancora qualche altro problema da risolvere.

Non posso che riferirmi, ad esempio, al problema della casa ed a quello dei precari.

Un’attenta e migliore gestione delle risorse può costituire la ricetta vincente.

Bisogna partire da un censimento di tutti gli alloggi effettivamente disponibili. Non basta comunicare il numero di essi, ma occorre una svolta programmatica seria.

Occorre riformulare le graduatorie secondo criteri specifici, occorre infine un’attenta gestione del patrimonio immobiliare del comune.

Per quanto riguarda i precari, oramai anche le pietre sanno che questi sono una eredità che la Città si trascina dalla fine degli anni 80, amplificata negli anni 90.

Palermo necessita di innumerevoli quantità di mano d’opera per risolvere molti piccoli problemi che oggi l’affliggono.

Si va dalla sistemazione delle strade, alla pulizia dei parchi, all’assistenza agli anziani, alla sicurezza nelle scuole e negli asili, all’ aiuto ai disabili et cetera….

Mi domando, allora, ma perché non utilizzare tutta questa forza per porre rimedio a questi piccolo-grandi malesseri cittadini?

Le risorse finanziarie?

Meno auto blu, meno benefit, più controllo sulla spesa, meno tasse comunali.

E’ ovvio che una tassa elevata ingenera per sua natura una sua evasione maggiore. Una tassa di modesta entità, al contrario, è pagata da tutti e secondo un principio di fantozziana macroeconomia: è meglio avere 100 pezzi da 1 euro che 2 pezzi da 25.

Inoltre sarebbe ora che la Sicilia si riappropriasse del credito che vanta nei confronti dello Stato.

Il mio impegno politico diretto nasce dalla volontà di dare risposte ai cittadini che chiedono efficienza, giustizia e legalità.

Ecco perché ho aderito all’iniziativa di Carlo Vizzini.

Bisogna uscire dalla logica dei partiti che sono oramai delle bandiere al riparo delle quali poter legittimare qualche opinione. Le Città sono composte da cittadini, non da tessere di partito, la lista civica è lo strumento per poter dar voce a tutte le istanze che da essi provengono.

Noi amiamo la libertà di poterci confrontare con la gente partendo da quei valori e quei principi che sono alla base della società e della famiglia.

Non prescindiamo dalla cristianità e non prescindiamo dai diritti inviolabili della persona.

Cinque anni fa è stato dato il via alla rinascita, adesso ci vuole il completamento di quel progetto, rinnoviamo il nostro Consiglio Comunale…………….DIAMOCI DA FARE!

MICHELE PIVETTI – LISTA VIZZINI PER PALERMO

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