LETTERA APERTA ALLA SIGNORA BORSELLINO

26 dicembre 2007, 10:15

Rita Borsellino 

Gentilissimo Onorevole, io non sono un suo elettore, né mai lo sarò.

Sono un cittadino italiano che ha scelto un mestiere come un altro. Qualcosa che mi andasse a genio e che potesse realizzarmi.Sono Avvocato – e quindi penalista.Ho seguito la vicenda del Dott. Contrada dai giornali, dalla TV dai media. Allo stesso modo ebbi modo di seguire la tragica vicenda del Dott. Borsellino, suo fratello. Invero fui uno dei primi a recarmi in via D’Amelio, ricordo che ero in compagnia di mio padre. Innanzi a noi si parò una scena dell’Apocalisse, fiamme, fumo, allarmi impazziti, ammassi di lamiera. Partecipai ai funerali come altre migliaia di persone liberamente accorse. Fatta questa breve ma doverosa premessa mi permetto di esporle il mio pensiero circa le sue esternazioni. Lei in quanto parlamentare siciliana rappresenta

la Regione senza vincolo di mandato e quindi nonostante non abbia avuto il mio voto anche me. Le domando – gentile signora – far marcire il Dott. Contrada in galera le restituirà suo fratello? Se cosi fosse non starei qui a scrivere. Far morire il Dott. Contrada in galera debellerà la mafia? Se cosi fosse non starei qui a chiedermi perché una persona di buon senso dovrebbe voler male al prossimo. Io non conosco i suoi orientamenti religiosi, ma conosco i miei e quelli della maggior parte degli italiani: siamo cattolici, tolleranti (sin troppo a volte) abbiamo a cuore la sorte del nostro prossimo e non vogliamo male a nessuno. La libertà del Dott. Contrada è d’ostacolo alla sua lotta alla mafia? Veda, ci sono svariati modi per combattere la mafia, io credo che questo non sia uno di quelli. Con questo non voglio dire che nessuno deve andare in galera, ci mancherebbe, voglio solo chiederle se le sembra giusto che un uomo che in queste condizioni non è in grado di far male ad una mosca, che ha già patito anni di galera (all’uopo le ricordo che il dott. Contrada detiene il triste primato di 31 mesi di carcerazione preventiva, roba mai vista), malato, anziano e più di là che di qua sia lasciato a morire in una cella di 4 metri per 2 lontano dagli affetti dei suoi cari e da quelle cure che solo da uomo libero può ricevere. A scanso di patetici equivoci dico anche che l’indignazione per il vile attentato del 19 luglio è in me elevata all’ennesima potenza, ma converrà con me che in tutta la vicenda giudiziaria del Dott. Contrada vi sono dei buchi di non poco conto. Per carità è stato condannato in via definitiva, d’accordo ma non senza tribolazioni giudiziarie di certo rilievo. Inoltre mi pare poco elegante da parte sua intimorire coloro sui quali ricade il compito di decidere affermando  “…coloro che si accingono a decidere devono sapere che questo dubbio si riaccenderà anche sul loro operato”. Il suo giudizio è stato il medesimo quando ad avere la grazia è stato Bompressi, noto brigatista rosso condannato a 22 anni per l’omicidio del commissario Calabresi? Bompressi sparò ad un uomo, Contrada che io sappia no. I familiari di Calabresi corrono il rischio di prendere un caffè nello stesso bar insieme all’assassino del congiunto, Contrada può a mala pena tornarsene a casa o in ospedale. Signora cara, coloro che sono chiamati a decidere lo faranno esclusivamente sulla base delle stesse motivazioni che hanno indotto i legali del Dott. Contrada a chiedere questo provvediemento di portata eccezionale. Lei ha deciso di far politica in uno schieramento che giammai sarebbe stato scelto da suo fratello – è bene ricordarlo – ma mi domando, perché? Per travestirsi da novella eroina e paladina dell’antimafia? O per occuparsi della cosa pubblica e dei primari interessi dei cittadini? Io non la conosco personalmente ma credo che lei sia una persona per bene e che quindi abbia inteso la sua battaglia politica al servizio della collettività. Queste polemiche che non servono a nessuno lasciamole ai Travaglio, ai Luttazzi ed a personaggi di quella levatura. Lei in tutta onestà mi sembra cosa diversa. Con sincera stima.

Avv. Michele Pivetti – cittadino italiano

268 Commenti a “LETTERA APERTA ALLA SIGNORA BORSELLINO”

  1. Angela scrive:

    Caro Michele, condivido tutto fuorchè l’ultima parte. Dopo questa uscita capisco che per la Sig.ra Borsellino non posso provare stima. Sorry.

  2. GEDA scrive:

    mi permetto di dissentire su alcuni punti.

    lei afferma che “far marcire il Dott. Contrada in galera le restituirà suo fratello/sconfiggere la magia?”

    Questa affermazione/domanda é a mio modesto avviso un non senso in termini e mi sorprende che un avvocato come lei possa argomentare la richiesta di grazia per una persona su queste basi.
    Lei sa sicuramente meglio di me che le misure “sanzionatorie” previste dagli ordinamenti servono soprattutto per “sanzionare” e non per prevenire. Ergo condannare una persona non ha mai e poi mai come fine ultimo quello di ricostituire la situazione precedente all’evento criminoso…guardi non mi dilungo sono sicuro che mi ha capito.

    Il signor Contrada é stato o non é stato condannato in via definitiva? a cosa vuole alludere? che significano i dubbi che lei insinua? dove vuole andare a parare?

    La cassazione a suo tempo ha stabilito che le precedenti sentenze erano inappellabili; punto basta. Il resto sono chiacchiere da bar; ancora una volta mi sorpende.

    L’unica cosa su cui sono daccordo con lei é che é un uomo malato e bisognoso di cure. Ed é su questo che si puo fondare la richiesta di grazia…

    Cordialmente

    Giuseppe Di Modica
    cittadino italiano – emigrato all’estero

  3. Michele scrive:

    Gentile signor Di Modica,
    mi spiace non essermi spiegato.
    Veda, io non ho in alcun modo tentato di argomentare una richiesta di grazia per il signor Contrada.
    Io ho scritto due righe alla signora Borsellino da cittadino.
    Ha ragione so esattamente cosa sono le misure sanzionatorie, a che servono e quando si applicano, infatti la mia non era una critica al sistema carcerario che pure andrebbe rivsto in molti punti.
    Inoltre se avrà la cortesia di rileggere con maggior attenzione ciò che scrivo vedrà che non insinuo alcun dubbio, ciò che ho da dire lo dico chiaro.
    Non voglio andare a parare da nessuna parte, invito soltanto la signora ad evitare di esternare presa tra il giustizialismo tipico della più becera sinistra e l’afflato provocato da affetti fraterni mai sopiti (poi un giorno qualcuno mi spiegherà cosa c’entra Contrada con Borsellino).
    Mi consenta sono poco avvezzo a chiacchere da Bar, piuttosto cerco di argomentare cosi come ho fatto.
    Anche a lei domanderei se la stessa indignazione l’ha provata per la grazia a Bompressi o per i permessi premio a Sofri.
    Cordialmente
    Michele

  4. Walter Giannò scrive:

    OT: Michele un link per Blogolandia? Di recente c’è stato lo scoop su Nek…e Rosalio si è incacchiato… Aspetto il tuo post!

  5. Michele scrive:

    Caro Walter,
    perchè non posti integralmente la mia lettera aperta alla signora Borsellino? Mi farebbe piacere.
    (linkato)

  6. Lupin III scrive:

    L’Associazione delle vittime di via dei Georgofili e la Fondazione Caponnetto si sono pronunciate contro la grazia.
    Contrada agiva nelle istituzioni, ma per conto di chi? Se non vuole rispondere a questa domanda deve rimanere in carcere. O forse è perché non risponde che lo si vuole graziare?
    Dal libro di Francesco La Licata: “Storia di Giovanni Falcone” dopo il fallito attentato a Falcone nella sua casa all’Addaura:
    “Capisci cosa è successo? Si è verificata la saldatura. C’è stata la coincidenza di interessi…” Ma tra chi? “Te lo dirò un’altra volta”. Non me lo disse mai più, tuttavia era chiara la sua allusione tra mafia e altri poteri, fossero apparati dello Stato o poteri autonomi che nel tempo si sono serviti e di quegli apparati e della stessa mafia.”
    Propongo uno scambio al ceppalonico: Vallanzasca al posto di Contrada. Vallanzasca almeno non era pagato da noi per delinquere nei servizi segreti e si è sempre esposto in prima persona.

  7. Michele scrive:

    Il parere di quelle rispettabili associazioni vale niente più che il parere di un comune cittadino.

    La citazione tratta da quel libro non vuol dire completamente nulla di nulla!!

  8. Lupin III scrive:

    nessuna pietà per i collusi mafiosi.
    il paese porta questo fardello da troppi anni, la politica ne è complice. I sevizi segreti deviati e corrotti. Il Sig. Contrada parli o tacia per sempre in carcere.

  9. Lupin I scrive:

    Mi scusi,
    non parli a nome di tutto il popolo italiano quando dice che siamo cattolici. Io non lo sono affatto e non condivido assolutamente tutto questo buonismo nei confronti dei mafiosi di qualsiasi genere, dal picciotto al capo boss, passando per coloro che reggono i fili del potere. Pertanto si tenga la sua fede in privato e lasci che questo stato sia libero da ideologie che hanno scatenato le peggiori guerre.

  10. Walter Giannò scrive:

    Michele, ho pubblicato la lettera sull’urban blog di Palermo ed ho messo il tuo nome e cognome nella lista dei collaboratori.

  11. Michele scrive:

    @Walter:Perfetto grazie!
    @Lupin :ho scritto la maggior parte!! O vuole negare che la maggioranza degli italiani sia di fede cattolica? Poi che lei sia ateo non mi sorprende affatto, anzi avrei dovuto farci su una scommessa

  12. Lupin I scrive:

    Sulle “ragioni umanitarie di eccezionale urgenza” che hanno indotto il cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella a istruire immediatamente la pratica per la grazia a Bruno Contrada, condannato definitivamente sette mesi fa a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, bastano le considerazioni di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo: “Il giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere si è pronunciato il 12 dicembre contro il differimento della pena del Contrada poichè le patologie dello stesso potrebbero essere curate in carcere o in apposite strutture esterne. Se peraltro tutti gli affetti di patologie come il diabete dovessero avanzare domanda di grazia e ottenerla in tempi così rapidi, il sovraffolamento delle carceri sarebbe rapidamente risolto”. Se poi Contrada non avesse avviato lo sciopero della fame, ma avesse continuato a nutrirsi, le sue condizioni di salute sarebbero senz’altro migliori. Il detenuto malato dev’essere curato, nell’infermeria del carcere o in ospedale, secondo le leggi vigenti, non essendo la grazia una terapia anti-diabete.

    Quanto alle ragioni giuridiche di un’eventuale clemenza, sono ancor più deboli di quelle umanitarie. Mai è stato graziato un personaggio di quel calibro condannato per mafia. E mai è stato graziato un condannato a distanza così ravvicinata dalla sua condanna (Contrada ha scontato 7 mesi dei 10 anni previsti). Si è molto discusso, a proposito di Adriano Sofri, se il candidato alla grazia debba almeno chiederla o possa riceverla d’ufficio, se debba accettare la sentenza o la possa rifiutare: ma, se anche prevalesse la seconda tesi, sarebbe ben strano graziare un signore, stipendiato per una vita dallo Stato, che ha dipinto i suoi giudici come strumenti in mano alla mafia per condannare un nemico della mafia, giudici al servizio di “un manipolo di manigoldi, di criminali, di pendagli da forca che hanno inventato le cose più assurde mettendosi d’accordo”. E tuttora chiede la revisione del processo. Graziarlo addirittura prima dell’eventuale revisione significherebbe usare impropriamente la clemenza per ribaltare il verdetto della Cassazione: un’invasione di campo del potere politico in quello giudiziario.

    Ultimo punto: sollecitata per un parere dal giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, la Procura di Palermo ha risposto che Contrada non risulta aver mai interrotto i suoi rapporti con Cosa Nostra, ragion per cui si ritiene che potrebbe –una volta libero– riallacciarli.

    Restano da esaminare le possibili ragioni ”politiche” di tanta fretta. Ragioni che risalgono alle sua lunga e controversa carriera di poliziotto e agente segreto alle dipendenze dello Stato, ma al servizio dell’Antistato.

    Già capo della squadra mobile e della Criminalpol di Palermo, già numero tre del Sisde (alla guida del dipartimento Criminalità organizzata) fino al Natale del 1992, quando fu arrestato, Contrada è indicato come trait d’union fra Stato e mafia non solo da una ventina di mafiosi pentiti, ma pure da una gran quantità di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di Giovanni Falcone, che raccontano al diffidenza che il giudice nutriva nei confronti di “’u Dutturi”: i giudici Del Ponte, Caponnetto, Almerighi, Vito D’Ambrosio, Ayala. E poi Laura Cassarà, vedova di Ninni (uno dei colleghi di Contrada alla Questura di Palermo assassinati dalla mafia mentre lui colludeva con la mafia). Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, come Rosario Riccobono e Calogero Musso. Nelle sentenze succedutesi in 15 anni, si legge che Contrada concesse la patente ai boss Stefano Bontate e Giuseppe Greco; che agevolò la latitanza di Riina e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; che intratteneva rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; che spifferava segreti d’indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra, nel Natale del 1981, per acquistare un’auto a un’amante del superpoliziotto); che ha portato al processo falsi testimoni a sua difesa.

    Decisivo il caso di Oliviero Tognoli, l’imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 come riciclatore della mafia. Secondo Carla Del Ponte, che lo interrogò a Lugano insieme a Falcone, Tognoli ammise che a farlo fuggire dall’Italia era stato Contrada, anche se, terrorizzato da quel nome, rifiutò di metterlo a verbale. Poi, in un successivo interrogatorio, ritrattò. Quattro mesi dopo, Cosa Nostra tentò di assassinare Falcone e la Del Ponte con la bomba all’Addaura. Nemmeno Borslelino si fidava di Contrada. E nemmeno Boris Giuliano: finì anche lui morto ammazzato. Il che spiega, forse, lo sconcerto dei familiari delle vittime della mafia all’idea che lo Stato, dopo aver speso 15 anni per condannare Contrada, impieghi 7 mesi per liberarlo.

    Ma c’è un ultimo capitolo, che sfugge alle sentenze: uno dei tanti tasselli che compongono il mosaico del “non detto”, o dell’ ”indicibile” sulla strage di via d’Amelio, dove morì Borsellino con gli uomini della sua scorta (ancora oggetto di indagini della Procura di Caltanissetta, che pure ha archiviato la posizione di Contrada). Quel pomeriggio del 19 luglio ‘92 Contrada è in gita in barca al largo di Palermo con gli amici Gianni Valentino (un commerciante in contatto col boss Raffaele Ganci) e Lorenzo Narracci (funzionario del Sisde). Racconterà Contrada che, dopo pranzo, Valentino riceve una telefonata della figlia “che lo avvertiva del fatto che a Palermo era scoppiata una bomba e comunque c’era stato un attentato. Subito dopo il Narracci, credo con il suo cellulare, ma non escludo che possa anche aver usato il mio, ha chiamato il centro Sisde di Palermo per informazioni più precise”. Appreso che la bomba è esplosa in via d’Amelio, dove abita la madre di Borsellino, Contrada si fa accompagnare a riva, passa da casa e, in serata, giunge in via d’Amelio. Ma gli orari – ricostruiti dal consulente tecnico dei magistrati, Gioacchino Genchi – non tornano. L’ora esatta della strage è stata fissata dall’Osservatorio geosismico alle 16, 58 minuti e 20 secondi. Alle 17 in punto, cioè 100 secondi dopo l’esplosione, Contrada chiama dal suo cellulare il centro Sisde di via Roma. Ma, fra lo scoppio e la chiamata, c’è almeno un’altra telefonata: quella che ha avvertito Valentino dell’esplosione. Dunque, in 100 secondi, accadono le seguenti cose: la bomba sventra via d’Amelio; un misterioso informatore (Contrada dice la figlia dell’amico) afferra la cornetta di un telefono fisso (dunque non identificabile dai tabulati), forma il numero di Valentino e l’avverte dell’accaduto; Valentino informa Contrada e gli altri sulla barca; Contrada afferra a sua volta il cellulare, compone il numero del Sisde e ottiene la risposta dagli efficientissimi agenti presenti negli uffici solitamente chiusi di domenica, ma tutti presenti proprio quella domenica. Tutto in un minuto e 40 secondi. Misteri su misteri. Come poteva la figlia di Valentino sapere, a pochi secondi dal botto, che – parola di Contrada – “c’era stato un attentato”? Le prime volanti della polizia giunsero sul posto 10-15 minuti dopo lo scoppio. E come potevano, al centro operativo Sisde, sapere che era esplosa una bomba in via D’Amelio già un istante dopo lo scoppio? Le prime notizie confuse sull’attentato sono delle 17.30. Escludendo che la figlia di Valentino e gli uomini del Sisde siano dei veggenti, e ricordando i rapporti del commerciante con i Ganci, viene il dubbio che l’informazione in tempo reale l’abbia data chi per motivi – diciamo così – professionali, ne sapeva molto di più. Qualcuno che magari si trovava appostato in via D’Amelio, o nelle vicinanze, in un ottimo punto di osservazione (magari il Monte Pellegrino, dove sorge il castello Utveggio, sede di misteriosi uffici del Sisde in contatto con un mafioso coinvolto nella strage e poi frettolosamente chiusi). E attendeva il buon esito dell’attentato per poi comunicarlo in tempo reale a chi di dovere.

    Forse, prima di parlare di grazia a Contrada, si dovrebbe almeno pretendere che dica la verità su quel giorno. Altrimenti qualcuno potrebbe sospettare – con i parenti delle vittime – che lo si voglia liberare prima che dica la verità.

  13. Michele scrive:

    tutte quelle congetture andrebbero censurate perchè sono frutto di opinioni e non di fatti. Ad ogni modo chiedo alla moderazione di non cancellare quel post.
    Per par condicio però segnalo il sito http://www.brunocontrada.info/index.php dove soo contenute non opinioni di pervicaci ed incalliti giustizialisti atei e comunisti ma ATTI GIUDIZIARI che se ciascuno avrà la bontà di leggere chiariranno la vicenda del dott. Contrada.

  14. kociss scrive:

    stringenti le argomentazioni di Lupin I, ma,sbaglio o Contrada non ha ad oggi chiesto la grazia che Lupin I ed altri vorrebbero fosse negata a priori?
    Sbaglio o contrada ha già scontato tre anni (preventivamente)e sette mesi e non solo sette mesi?
    Per amore di obiettività e senza entrare nel merito del giudizio devoluto alla coscienza (ed alle prove)di chi lo ha emesso;

  15. Michele scrive:

    Bravo Kociss!

  16. kociss scrive:

    strano che Lupin I non abbia nulla da commentare agli ultimi eventi del caso….
    che stia cercando di esercitarsi nell’arte del personaggio che interpreta per “trovare”
    anche in questi ultimi “recondite armonie?”
    Buon anno

  17. Lupin I scrive:

    be, tre su 10 mi sembrano pochini, se sta male che venga ricoverato in ambienti idonei ma resti li finchè non sconta la pena e non fa i nomi dei mandanti, oppure la Vs. classe politica lo vuole premiare proprio perchè questi nomi non li ha fatti?

    le legge è uguale per tutti e se sei potente e ricopri cariche istituzionali deve essere ancora più uguale. In italia la legge vale per i poveri perchè chi è capo del governo può farsi le leggi per i propri processi in corso, eleggere il proprio avvocato nella commissione giustizia autoassolversi e autoleggitimarsi con l’opera di giornalisti fido e scarsi politicanti dietro la coda.

  18. Lupin I scrive:

    altro esempio di giustizia sommaria verso i potenti… la tolleranza 0 applicata solo al popolo… a dimenticavo, la legge sugli alcolici… se trovo chi la scritta gli vomito in faccia… fa acqua da tutte le parti e si rigira come uno vuole, grazie Alleanza Nazionale, quelli della tolleranza 0…

    Il vigilante

    Quattro giorni prima di Natale è finito agli arresti domiciliari Cosimo Chianese, 45 anni, segretario particolare dell’ex ministro delle Telecomunicazioni, Mario Landolfi. Chianese, assieme a un bel gruppo di parenti ed amici, è accusato di aver organizzato corsi professionali fantasma in modo da intascare 250.000 euro di finanziamenti dell’Unione europea. Insomma in nome della famiglia, secondo il pm, il segretario di Landolfi derubava la comunità.

    Ma non è tutto. Chianese, faceva di più e di meglio. I magistrati sottolineano che ”utilizzava il telefono cellulare intestato al ministero delle Comunicazioni, nella sua disponibilità quale segretario particolare del ministro protempore (all’epoca era Landolfi, ndr), per intrattenere lunghe telefonate con i congiunti al fine di consentire loro l’autoricarica”.

    Landolfi oggi è presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Se fosse nato in Inghilterra, invece che in Italia, si sarebbe già dimesso: chi non riesce a vigilare sul proprio segretario è difficile che riesca a vigilare su un’azienda con migliaia di dipendenti.

    Anzi, mi correggo, Landolfi anche nel Regno Unito non si sarebbe dimesso. A Londra, infatti, un incarico come il suo non esiste. Oltremanica non è il parlamento a vigilare sulla Bbc, ma è la Bbc che vigila sull’attività dei parlamentari e dei loro collaboratori. Una differenza che spiega bene perché questa singolare notizia, come quella dell’apertura di un’indagine per corruzione contro lo stesso Landolfi, sul piccolo schermo non abbia di fatto trovato spazio.

  19. Lupin I scrive:

    continuo dicendo…
    i ns. cari politici e i loro amici (mafiosi, corruttori, giudici, gionalisti e avvocati) sembrano sempre innocenti per “definizione”.

    anche a Norimberga accadeva ciò… e voi gli credete? lei sig. pivetti, da avvocato, se uno le chiedesse di difenderlo in giudizio, gli consiglierebbe di dichiarare di essere colpevole o innocente fino alla morte?

    Autocertificazione

    “Il caso Contrada è l’ennesima vergogna italiana: un uomo di 76 anni, che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato, sta morendo in carcere (…) per reati che ha sempre negato di aver commesso”
    (Francesco Storace, leader de La Destra, storace. it, 22 dicembre 2007)(quello che faceva spiare i politici concorrenti dai servizi segreti, proprio un parere autorevole.. quello della tolleranza 0 verso gli immigrati…)

    -Presidente: “Hermann Wilhelm Göring!”.
    -Hermann Wilhelm Göring: “Prima di rispondere alla domanda dell’Alta Corte, se io mi riconosco o meno colpevole…”.
    -Presidente: “Ho comunicato alla Corte che gli imputati non hanno il diritto di rendere dichiarazioni. Lei deve dichiararsi colpevole o non colpevole”.
    -Göring: “Ai sensi dell’accusa, mi dichiaro non colpevole.
    -Presidente: “Rudolf Hess!”.
    -Rudolf Hess: “No”.
    -Presidente: “La risposta va protocollata come ‘non colpevole’… Joachim von Ribbentrop!”.
    -Joachim von Ribbentrop: “Ai sensi dell’accusa, mi dichiaro non colpevole”.
    -Presidente: “Wilhelm Keitel!”.
    -Wilhelm Keitel: “Mi dichiaro non colpevole”…
    (Processo di Norimberga, 21 novembre 1945)

  20. Lupin I scrive:

    in merito alla questione P2 che mi censuri sempre… Questo diceva il presidente Sandro Pertini nel suo discorso di fine anno, 31/12/1981:

    ….LA QUESTIONE DELLA P2. MI SI INTENDA BENE PERCHE’ NON VOGLIO CHE ANCORA UNA VOLTA IL MIO PENSIERO SIA TRAVISATO. QUANDO IO PARLO DELLA P2 NON INTENDO COINVOLGERE LA MASSONERIA PROPRIAMENTE DETTA, CON LA SUA TRADIZIONE STORICA. PER ME ALMENO, UNA COSA E’ LA MASSONERIA, CHE NON E’ IN DISCUSSIONE, UN’ ALTRA COSA E’ LA P2, QUESTA P2 CHE HA TURBATO, INQUINATO LA NOSTRA VITA.
    I GIURISTI STANNO DISCUTENDO SE LA P2 CADA O NON CADA SOTTO IL CODICE PENALE, SE E’ UN’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. SONO COSE CHE A ME NON INTERESSANO PER IL MOMENTO. IO GUARDO AD UN ALTRO CODICE, CHE E’ IL CODICE MORALE, IL CODICE MORALE CHE OGNI UOMO, SPECIALMENTE OGNI UOMO POLITICO, DOVREBBE PORTARE SCRITTO NELLA SUA COSCIENZA. EBBENE, LA P2 CADE SOTTO QUESTO CODICE MORALE. VI E’ UN PROVERBIO CHE SI USA DIRE: CHE LA MOGLIE DI CESARE NON DEVE ESSERE SOSPETTATA. MA PRIMA DI TUTTO E’ CESARE CHE NON DEVE ESSERE SOSPETTATO .

    ED ALLORA OGNI SOSPETTO DEVONO ALLONTANARE DALLA LORO PERSONA GLI UOMINI POLITICI, NON POSSONO RIMANERE, NON PUO’ RIMANERE AL SUO POSTO CHI E’ STATO INDIZIATO IN QUESTA TRAPPOLA DELLA P2. LA P2 SI PREFIGGEVA DI COMPIERE ATTI CONTRO LA COSTITUZIONE, CONTRO LA DEMOCRAZIA E CONTRO LA REPUBBLICA. E QUINDI COLORO CHE FACEVANO PARTE DELLA P2 DOVRANNO RISPONDERNE PRIMA DI TUTTO DINANZI ALLA LORO COSCIENZA, DINANZI AI LORO PARTITI E, SOPRATTUTTO, DINANZI AL PARLAMENTO. NON VI PUO’ ESSERE IN QUESTO CASO ALCUNA COMPRENSIONE ED ALCUNA SOLIDARIETA’ . E RIPETO QUELLO CHE HO DETTO ALTRE VOLTE: QUI LE SOLIDARIETA’ PERSONALI, LE SOLIDARIETA’ DI PARTITO, DIVENTANO COMPLICITA’…

  21. Lupin I scrive:

    sulla questione che gli italiani sono per la maggior parte cattolici dissento, non sul n. ma sulla fede. Quanti di questi è veramente cattolico? quanti si rifugiano dietro qualcosa? quanti rispettano e seguono gli insegnamenti di Gesù? Non mi faccia ridere, io probabilmente ho molto più rispetto di lei e di molti altri della fede, qualunque essa sia. Cmq la scommessa l’ha persa, perchè non sono affatto ateo.

  22. Michele scrive:

    ……….e menate varie………..

  23. Jana scrive:

    Sarebbe opportuno ed importante che i vari commentatori che si succedono andassero a visitare il sito di Bruno Contrada segnalato da Michele in qualche risposta fa. Io sono convinta che è illuminante sulla vicenda…Soffermatevi, poi riflettete, infine, se volete, riscrivete.

  24. Lupin I scrive:

    voi fate l’avvocato del diavolo io faccio l’accusa, almeno ristabiliamo la ParCondicio

    http://www.societacivile.it/previsioni/articoli_previ/contrada.html

  25. Babi scrive:

    Io credo che Michele, Jana e Kociss abbiano ragione.
    Tu caro Lupin I, II o III fai copia incolla da altri blog/siti, sei standardizzato. Invece di putare sentenze perchè non leggi atti giudiziari che sono presenti sul sito di Contrada??

  26. Lupin I scrive:

    perchè un imputato difficilmente si dichiara colpevole e dei servizi segreti italiani non mi fido.

  27. Jana scrive:

    Mi chiedo come si possa essere tanto inflessibili ed ostinatamente disumani di fronte a un caso che quanto meno deve suscitare dubbi e perplessità…Perchè così tanto unidirezionali? Tutti siamo a favore della legalità – ci mancherebbe – e tutti, quelli di buon senso almeno, vogliamo la verità dei fatti. Ciò non toglie che le incongruenze debbano far riflettere, e che, come ha scritto Michele nella sua lettera a Rita Borsellino, tenere il dottor Contrada in carcere in questo stato vergognoso non aiuta di certo la lotta antimafia nè risarcisce alcuno delle tragedie passate. E sinceramente non credo che la certezza della peni c’entri molto. Essere agguerriti contro il male certo e identificato va bene, contro un uomo indifeso e quasi inascoltato, per il quale in tanti hanno testimoniato favorevolmente, no.

  28. Lupin XVI scrive:

    Ha sentito parlare di quello che è morto in carcere in seguito alle percosse degli agenti perchè coltivava la alcune piantine di canapa?

    Ha sentito nessun ministro indignarsi?
    Qualche intellettuale gridare?

    Il silenzio più assoluto. Era giusto che stava in carcere e che morisse così.

    Non auguro la morte a Contrada, se sta male che venga curato in ambienti idonei (esistono gli ospedali, per me ci può stare tutto il tempo che ne ha bisogno e ricevere tutte le cure del mondo come tutti hanno diritto) se ha invece il mal di galera mi dispiace per lui. Lui è fortunato almeno. Non è un cittadino come gli altri. Per lui si muovono intellettuali, politici di spicco, ministri, giuristi di ogni genere. Perchè in Italia la legge è uguale per tutti solo a parole.

    Finchè non ristabiliamo questo principio fondamentale la nostra democrazia sarà malata e il male peggiore che possa intaccare una democrazia è la corruzione degli apparati legislativi/esecutivi/giudiziari.

    Il Sig. Contrada è accusato “proprio” di questo. E vuole essere salvato proprio da coloro che stanno nelle camere del potere. Parte della ns. casta che ha ridotto l’italia in un colabrodo. Se questa la chiamate democrazia, io ne sono felicemente fuori.

  29. Jana scrive:

    Certamente ne ho sentito parlare, e certamente mi sono indignata chiedendomi, purtroppo inutilmente, come adesso, che cosa noi cittadini comuni, civili e attenti, potevamo fare…Me lo chiedo ogni volta che inciampo in un’ingiustizia del genere, e da cittadina, ripeto,e da giornalista, come posso, pur se nel mio piccolo, infimo spazio quotidiano, cerco di attivarmi, di sopravvivere, e di coinvolgere la sensibilità e la coscienza altrui…Spero in una vita in cui la legge sia inequivocabilmente uguale per tutti, in cui i diritti civili vengano rispettati in maniera “inevitabile”, e da radicale convinta e fiduciosa – ma questo c’entra poco o fino a un certo punto – la situazione delle carceri mi provoca apprensione e smarrimento. Non si vuole privilegiare Contrada a dispetto dei tanti, troppi, casi comuni dimenticati, ma cerchiamo di non sbagliare per amore di un eccesso contrario, che vuole punire Contrada proprio perchè “titolare” di tale nome e carica sociale…

  30. Lupin XVI scrive:

    il potente non ha bisogno di vantaggi, è già avvantaggiato, è per questo che la giustizia deve fare il suo corso senza sconti e la politica starne lontana. I giornalisti sono il 4° apparato che non ho messo, la colpa è anche loro. Non dico di lei, piccola, ma dei grandi mezzi di comunicazione.

  31. Lupin XVI scrive:

    mi scusi, volevo dire di privilegi, è già più privilegiato di altri. Le pare che se ero io accusato di concorso esterno in associazione mafiosa ancora ero sotto processo? o il ministro di disgrazia e ingiustizia si fosse attivato per la mia grazia?

    il punto che in italia, il concorso esterno in associazione mafiosa viene vista come una piccola cosa, d’altronde tanti politici si sono macchiati di questo reato così poi difficile da dimostrare. Anche qualcuno molto eleogiato dallo stesso michele che guardacaso “elogia” anche contrada e la sua grazie.

    certo michele, lo so, marcellino sarà fiero di te picciotto.

  32. Michele scrive:

    Vedi caro anonimo Lupin XVI (attento che l’ultimo XVI di cui ho sentito parlare finì ghigliottinato), adesso mi metto la Toga e ti spiego una cosa. Il concorso esterno in associazione mafiosa GIURIDICAMENTE NON ESISTE.E’ un abominio, un artifizio giuridico creato dal combinato disposto degli articoli 416bis e 110. L’uno riguarda l’associazione criminale, mafiosa, camorristica o altre, l’altro riguarda il concorso.
    Il concorso “esterno” non è previsto dal nostro codice penale. Il concorso è l’apporto decisivo che un soggetto dà per la commissione di un reato. In sostanza la condotta del reo è essenziale affinchè si arrivi alla concretizzazione della fattispecie di reato. Ci siamo?
    Dunque, mi spieghi come si fa a concorrere esternamente?? La Cassazione (complice di questo abominio giuridico)ci dice che concorrere esternamente si può allorquando pur non facendo parte del sodalizio criminoso si agevoli lo stesso in ragione del proprio ufficio, della propria posizione professionale, politica et cetera. Quindi si rifà ad un principio cardine del diritto penale che dice che essere a conoscenza di un reato e non impedirlo quando se ne ha la possibilità equivale grossomodo a commetterlo.
    Fatta l’impalcatura del famoso concorso esterno in associazione mafiosa, veramente fragile ma della quale si abusa ad ogni occasione occorre un elemento essenziale per la consolidazione del reato: il dolo!
    Quella cosetta che detto in poche parole vuol dire: so che sto per commettere un reato e non me ne frega niente.
    Domanda facile facile: hai letto le carte del processo Contrada? Hai letto le dichiarazioni di Generali, Prefetti, Poliziotti, Cittadini? O ti sei letto solo quelle di un paio di galeotti ex assassini, ex mafiosi, ex delinquenti??
    Poi un ultima considerazione sulla tua – come al solito – infelice considerazione.
    Il dott. Dell’Utri credo sia fiero di me, d’altronde me lo ha ribadito qualche giorno fa e ti svelerò un segreto: io lavoro per far si che lui sia sempre fiero di me. In quanto al picciotto, ebbene si essendo io palermitano sono un picciotto, figlio di Sicilia, orgoglioso di esserlo.Faccio parte di quelle poche perone che non si piangono addosso ma che nel loro piccolo si sforzano di essere sempre positivi e propositivi.
    Buon anno anche a te e che il 2008 ti riconduca a più miti ragionamenti

  33. Lupin XVI scrive:

    infatti hai ragione, questo reato è stato oggetto di molte controversie ma io non lo sottovaluterei, sopratutto nel “sistema italia”.

    …La Corte Suprema ha stabilito che il concorso esterno nel delitto associativo riguarda “quei soggetti che, sebbene non facciano parte del sodalizio criminoso, forniscano, sia pure mediante un solo intervento, un contributo all’ente delittuoso tale da consentire all’associazione di mantenersi in vita, anche limitatamente ad un determinato settore, onde poter conseguire i propri scopi”. (Cass. Sezioni Unite Penali, 5 ottobre 1994).

    E’, pertanto, necessario non solo che il “concorrente esterno” abbia tenuto una condotta chiaramente espressiva della sua disponibilità a partecipare all’associazione, ma anche che abbia agito con la coscienza e la volontà di concorrere alla realizzazione del particolare programma delinquenziale. Se mancano queste condizioni – è stato stabilito – le attività di semplice supporto, agevolazione, fiancheggiamento, compartecipazioni nei singoli reati non possono ritenersi un concorso esterno all’associazione, ma devono essere diversamente qualificate dal punto di vista penale.

  34. Michele scrive:

    si bravo e quindi??
    Le sentenze le sappiamo copiare e incollare tutti. Nel caso di specie però le condotte meritevoli di rimprovero penale restano alquanto controversie. Se hai la bontà di discutere sulle carte che trovi sul sito del dott. Contrada bene, altrimenti fai solo polemica spicciola.

  35. Lupin XVI scrive:

    estratto da un intervento di Vittorio Grevi
    (Professore Ordinario di Procedura Penale)

    In simili ipotesi, quando un detenuto si trovi in condizioni di salute così gravi da non poter essere fronteggiate in carcere, la direzione giusta è quella fisiologicamente suggerita dalle leggi dettate al riguardo.

    In primo luogo, per l’appunto, vi è la possibilità per il magistrato di sorveglianza di disporre il ricovero del detenuto in un ospedale civile, per assicurargli le cure necessarie (e così è avvenuto per Contrada, trasferito all’ospedale Cardarelli di Napoli, ed ivi sottoposto a piantonamento).

    In secondo luogo, quando la gravità delle condizioni di salute del detenuto sia tale da risultare incompatibile con la prosecuzione dello stato detentivo, la prospettiva meglio praticabile, trattandosi di condannato definitivo, è quella di richiedere al tribunale di sorveglianza il rinvio della esecuzione della pena: cioè un provvedimento che ne comporta la sospensione, e quindi la liberazione temporanea del recluso.

    Proprio questa prospettiva risulta tuttora aperta nei confronti di Contrada, e anzi la relativa udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Napoli è stata addirittura anticipata al prossimo 10 gennaio, evidentemente sulla base di una valutazione di urgenza, che non era stata invece condivisa, nemmeno 20 giorni fa, dal magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere: il quale, altrimenti, avrebbe potuto provvedere al rinvio in forma provvisoria.

    In ogni caso, attraverso i due suddetti passaggi (ricovero in ospedale civile ed anticipazione della udienza sulla richiesta di rinvio), il detenuto Contrada ha visto tutelate, per quanto possibile, sia le sue esigenze sanitarie, sia le conseguenti aspettative ad ottenere, ove se ne accertino i presupposti, il differimento della esecuzione della pena.

    Se queste sono le linee di intervento legislativamente previste in circostanze del genere (la detenzione domiciliare non è ammessa, invece, nel caso dei delitti di mafia), non può non destare sconcerto il polverone sollevato, nei giorni scorsi, da una «supplica» di grazia inviata dall’avvocato di Contrada al Presidente Napolitano, e da questi correttamente trasmessa al ministro della Giustizia, secondo prassi, per le incombenze di rito.

    A parte ogni altra possibile considerazione (legata, per esempio, al tipo di reato commesso ed alla misura della pena sinora espiata) deve essere chiaro, infatti, che un provvedimento eccezionale come la grazia, ispirato a «finalità essenzialmente umanitarie», intanto potrebbe giustificarsi nei confronti di un condannato in precarie condizioni di salute, in quanto non fossero esperibili, allo scopo, gli ordinari rimedi predisposti dal sistema.

    Ma non è questa, come si è visto, la situazione di Bruno Contrada. Il quale, per contro, se volesse contestare come «ingiusta» la sentenza che lo ha condannato, non avrebbe altra via che quella di chiedere la revisione del processo.

  36. octopussy scrive:

    ancora co ste menate……la verità è che Contrada è scomodo per tutti. Prima marcisce e meglio è.Lupin dimostri do non avere un briciolo di cervello tuo.ragioni per partiti presi

  37. Jana scrive:

    Per Michele
    Solo una domanda: l’indirizzo di posta elettronica indicato in alto nell’home page che ti riguarda è sempre valido?
    Per gli altri: perchè farcire di astio e aggressività un argomento come quello del rispetto umano e della verità dei fatti che, in fondo e comunque, ci accomuna tutti?

  38. Michele scrive:

    @Jana: ineffetti è in basso a sx ;-) .
    La risposta è si la mia mail è info@michelepivetti.com . La leggo almeno una volta al giorno.

    Nel merito: la tua domanda è utile ma temo che non avrà risposta da parte di alcuno

  39. Talita scrive:

    A Lupin XVI. A parte il fatto che evidentemente ti diverte l’attività del copia/incolla – ed è tuo diritto divertirti come ti pare – nell’ambito del parere di Vittorio Grevi è ineffabile il fatto che l’emerito professore ritenga che il detenuto Contrada abbia visto tutelate, per quanto possibile, le sue esigenze sanitarie: rientra in tale tutela anche il fatto di sottoporsi in manette ad accertamenti sanitari e radiografie??? Complimenti al chiarissimo e anche a Lupin.

  40. Talita scrive:

    All’avvocato Michele Pivetti. Leggendo i post nel tuo blog, risulta che non è sempre chiara la differenza tra la richiesta di grazia e la richiesta del differimento della pena per consentire a un detenuto malato di curarsi. Considerando che GEDA si meraviglia di te come avvocato, fa’ l’avvocato e spiegagli la differenza, magari prendendo a esempio il caso Sofri (che, per quanto mi risulta, NON è in ospedale). Ciao

  41. kociss scrive:

    confermo l’impressione che Lupin si dia enormemente da fare per tenere fede al suo pseudonimo, dimostrando che rubacchiando qua e là si riesce a farsi notare!!
    Per il resto il semplice fatto di proporsi come “accusa” prova certamente che per lui il termine equivale a inquisitore e per di piu’ santo e che il suo dito indice vale piu’ della sua humanitas!
    D’altro canto in quella che era la culla del diritto e che è divenuta il diritto in culla
    se si discute di responsabilità perchè l’accusato “non poteva non sapere”……

  42. Michele scrive:

    @Talita:
    vedi, dubito che vestire la Toga e spiegare la differenza tra l’istituto eccezionale della Grazia e quello del differimento di pena a taluni personaggi possa risultare utile. Naturalmente il tuo esempio su Sofri è assolutamente pertinente e calzante, ma nella mia lettera alla signora Borsellino prendo ad esempio un compare di Sofri: Bompressi. Lui è stato graziato pur avendo materialmente sparato. A questo esempio ed a questa domanda nessuno mi ha saputo o voluto rispondere, segno evidente di un certo imbarazzo.
    Lupin è un tizio che vive di copia-incolla. Prima o poi copierà e incollerà anche se stesso pensando di aver fatto una furbata.
    Detto questo aspetto con ansia il parere del Sen. Jannuzzi col quale proprio ieri ho parlato di questo mio post.
    Vi terrò aggiornati

  43. Michele scrive:

    @kociss:
    il motto “non poteva non sapere” è stato il grido di battaglia di taluna magistratura contro Berlusconi per anni e anni. Alla fine un pugno di mosche.Il dott. Contrada è stato più sfortunato, ma sono convinto che anche per lui esisterà un giudice a Berlino

  44. kociss scrive:

    vorrei avere la sua fiducia che è esattamente come era la mia tanti,troppi anni fa…

  45. Lupin XVI scrive:

    Sempre su Contrada…

    L’unico antidoto al colpo di spugna è la conoscenza approfondita dei fatti. Per questo, da oggi, il nostro blog riporta le due sentenze decisive del processo Contrada: le conclusioni di quella del Tribunale di Palermo (1700 pagine), che nel 1996 condannò Contrada a 10 anni; e il testo integrale (700 pagine) di quella del secondo processo d’appello, che nel 2006 ricondannò Contrada a 10 anni (dopo che la Cassazione aveva annullato l’assoluzione nel primo appello) e fu definitivamente confermata nel maggio 2007 dalla Cassazione. Così ciascuno potrà toccare con mano la solidità delle accuse e dei riscontri trovati dai giudici alle parole dei mafiosi pentiti, ma soprattutto la mole di testimonianze rese da magistrati, questori, poliziotti, cittadini incensurati e servitori dello Stato, perlopiù intimi di Falcone e Borsellino, su questo traditore dello Stato che oggi pretenderebbe addirittura la grazia e il grazie dallo Stato. Il grazie dalla mafia, invece, l’ha già ricevuto in abbondanza.

    Conclusioni Sentenza 1° Grado (1996)
    Sentenza d’appello (2006)

    i link saranno disponibili quando sarà postata anche la sentenza di assoluzione

  46. Talita scrive:

    A Michele. A suo tempo, ho letto con entusiasmo la tua lettera alla signora Borsellino (nel blog di Paolo Liguori) sia per i concetti espressi sia per la buona forma italiana con cui sono stati espressi (oggi, merce rara). Preferisco però portare a esempio Sofri, anziché Bompressi, perché l’humanitas pelosa di una determinata parte potrebbe contrapporre il fatto che Bompressi è malato di cancro, mentre Contrada è affetto “soltanto” dalle seguenti patologie: ischemia, patologie broncopolmonari, diabete all’ultimo stadio, eczema e depressione. Per alcuni soloni non solo si tratta di quisquilie, ma di “indisposizioni” che colpiscono gran parte dei detenuti! Sofri, invece, accusa problemi alla gola che però – per quanto io sappia – non l’hanno mai ostacolato nel rilasciare interviste e/o svolgere un’imprescindibile funzione di opinionista sia quando era all’interno del carcere sia ora che è in libertà.
    Per quanto riguarda la famiglia Borsellino, sono sempre più profondamente colpita dalle parole e dagli atti dei suoi componenti: 1) dal tono minaccioso della sorella del Giudice defunto nei confronti delle istituzioni che intendano provare pietà nei confronti di Contrada; 2) dal ricorso che – secondo i giornali – stanno preparando la vedova e i figli del Giudice, i quali hanno ottenuto un risarcimento di 3 milioni 360 mila euro, anziché i 5 milioni richiesti (ma ALTRI parenti di vittime di mafia non hanno ottenuto alcunché); 3) dalle parole del fratello del Giudice, che ha rilasciato dichiarazioni perfino più “forti” rispetto a quelle della sorella. Infine: sono certa che spiegare e ancora spiegare – a chi non sa e anche a chi finge di non sapere – è sempre utile. Personalmente, ho deciso di impiegare un po’ del mio tempo nel blog di Liguori per dibattere il caso Contrada (che coinvolge vari altri problemi essenziali per la nostra società), puntando sui fatti e non sul “sentito dire”…

  47. Lupin XVI scrive:

    per i fatti leggiti le sentenze. Quelli sono i fatti, il resto è chiacchiere.

  48. Talita scrive:

    Se il provetto copia/incollatore Lupin XVI si rivolge a me con il commento delle 15:18, lo ringrazio per il consiglio, ma devo purtroppo fargli presente che ho sufficienti capacità per determinare autonomamente che cosa considerare fatti e che cosa considerare chiacchiere. Grazie, comunque, per l’interessamento.

  49. Lupin XVI scrive:

    de nada, si figuri.

  50. serafino scrive:

    seguo questo blog ogni giorno anche se non scrivo molto.faccio i miei complimenti all’avvocato michele pivetti che si dimostra un giovane capace e perbene.
    su contrada vorrei dire che ieri il magistrato di santa maria capua vetere ha rigettata l’istanza di differimento della pena.ossia una condanna a morte.saranno contenti in molti suppongo a cominciare da quel tizio dei cartoni animati

  51. GEDA scrive:

    Gentile Michele,
    si riferisce a qualcuno in particolare con l’espressione “taluni personaggi” a cui non può risultare utile farsi spiegare da lei la differenza tra l’istituto della Grazia e quello della pena”? e per quale ragione?

    PS: riguardo Bompressi non ho nulla da dire perché non sono abbastanza informato sulla vicenda.

  52. GEDA scrive:

    refuso: “del differimento della pena”

  53. Michele scrive:

    Scusi GEDA dove ho scritto quella frase? Non la trovo può indicarmela?Grazie, sarò felice di risponderle

  54. GEDA scrive:

    commento del 7 Gennaio 2008 alle 09:10

  55. Michele scrive:

    Grazie,
    no non era riferito di certo a lei. Mi spiace abbia interpretato male.

  56. GEDA scrive:

    grazie a lei.

  57. Talita scrive:

    Mi associo a Serafino. Un uomo malato è stato appena condannato a morire in carcere. Prescindendo dal fatto che sia giusto o meno – ma, insomma, l’Italia ha già dato, promuovendo la moratoria sulla pena di morte! – i grandi giornali ne parlano? No, silenzio!
    A tale proposito è opportuno sapere che:
    1) la richiesta di differimento della pena per Contrada è stata respinta dal Tribunale di sorveglianza di Napoli, il cui presidente è il magistrato Angelica Di Giovanni. La Di Giovanni, in occasione di un provvedimento disciplinare nei suoi confronti, è difesa dall’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, che è poi il magistrato che ha condannato Contrada (a quei tempi, infatti, non mi sembra di aver notato grandi differenze tra magistrati inquirenti e giudicanti a Palermo). Dunque la Di Giovanni stessa si è pronunciata contro una persona a suo tempo condannata dal suo attuale difensore, ossia Giancarlo Caselli. Io non ho elementi per dubitare dell’onestà e del senso di giustizia della Di Giovanni, ma non mi sembra per niente corretto che sia stata proprio lei a decidere in questo caso…
    2) In quel tribunale c’è stato un brutto precedente: nel 2004 dovette decidere per il differimento della pena o per gli arresti domiciliari di Francesco Racco, un commerciante ambulante calabrese di 58 anni detenuto nel carcere di Secondigliano, dove doveva scontare una condanna a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Gravemente malato, il Racco era stato trasferito dalla Calabria a Secondigliano per sottoporsi tre volte alla settimana alla dialisi nel centro clinico. Il suo avvocato chiese più volte il differimento della pena, gli arresti domiciliari o almeno gli arresti in ospedale, ma il Tribunale respinse tutte le domande (di cui l’ultima fu presentata 14 aprile e respinta il 9 giugno 2004): nel mese di luglio 2004 il Racco fu trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, dove giunse cadavere.
    Dunque potremmo affermare che nella nostra Italia rifiutiamo la pena di morte, eccetto che si tratti di persone condannate per mafia. E ancora, citando Orwell: tutti gli uomini sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.

  58. Lupin III scrive:

    mi censurano i link perchè non c’è la sentenza di assoluzione (evidentemente non esiste)….

    Si, sono contento che Contrada resti in carcere.
    La legge prevede tutte le garanzie per la salute dei detenuti.
    Contrada vuole le sue garanzie. Ma sta in uno stato con e ne era pure rappresentante. Quindi sconti la sua condanna e pianga di meno.

  59. Michele scrive:

    @Talita: pienamente d’accordo con te in tutto e per tutto.

    @LupinIII: la sentenza esiste, si vede che sei poco infomrao. Detto questo ti auguro di non dover avere a che fare mai con la giustizia (?) penale italiana

  60. Lupin III scrive:

    x Michele
    perchè non la pubblichi allora o non mi dai un link dove posso consultarla? Dico veramente.

  61. Lupin III scrive:

    ok, mi sono andato a spulciare le cose da solo a differenza di altri bravi giornalisti che te le pongono su un piatto d’argento.
    Leggo che quella sentenza è stata annullata nel giro di poco tempo e dopo ricodannato in secondo grado.

    “Il primo processo a suo carico, iniziato il 12 aprile 1994, si concluse il 19 gennaio 1996, quando, al termine di una requisitoria protrattasi per ventidue udienze, il pubblico ministero Antonino Ingroia chiese la condanna a dodici anni.
    Il 5 aprile 1996 i giudici disposero dieci anni di reclusione e tre di libertà vigilata. Il 4 maggio 2001 la Corte d’Appello di Palermo lo assolse con formula piena; il 12 dicembre 2002 la Corte di Cassazione annullò la sentenza di secondo grado, ordinando un nuovo processo davanti ad una diversa sezione della Corte d’Appello di Palermo.
    Il 26 febbraio 2006 i giudici di secondo grado confermarono, dopo 31 ore di camera di consiglio, il verdetto di primo grado che condannava Bruno Contrada a 10 anni di carcere e al pagamento delle spese processuali[1].
    Il 10 maggio 2007 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna in appello [2]. Contrada venne rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, vicino Napoli e vi permane tuttoggi.”

  62. Talita scrive:

    A Lupin III (commento 9 Gennaio 2008 alle 20:54). Sono rimasta colpita dalla tua affermazione “Si, sono contento che Contrada resti in carcere” (per inciso e senza polemica, ti consiglio di accentare l’avverbio di affermazione: “sì”, in quanto “si” è una particella pronominale).
    Tornando alla tua affermazione, sono sinceramente curiosa di comprendere il perché della tua contentezza: vuoi dire che gioisci nel vedere un uomo malato morire in carcere? Oppure pensi che, se Contrada morirà in carcere, la mafia sarà sconfitta? Oppure ritieni che, facendo soffrire a Contrada le cosiddette “pene dell’inferno”, il suo esempio varrà a dissuadere i mafiosi dal continuare a essere mafiosi? Se è così, sarebbe opportuno porre Contrada in una gabbia di ferro, appesa al principale ingresso cittadino: ci si comportava così – con ladri, delinquenti e assassini –
    nel Medio Evo. Oggi, in tempi ritenuti civili, abbiamo sostituito l’esposizione in pubblico con la detenzione di un malato in carcere?
    Passo ora alla tua affermazione “La legge prevede tutte le garanzie per la salute dei detenuti”: davvero? Mi fai la cortesia di leggere il mio post del 9 Gennaio 2008 alle 18:14, relativamente alla vicenda di Francesco Racco? Poi mi indichi, per favore, dove trovi in tale fatto le garanzie di legge?
    E infine: non sporcarti con espressioni tipo “pianga di meno”, rivolte a un vecchio malato, fosse anche l’anticristo. Ricorda che ciò che ci rende Persone (con la P maiuscola) è la pietà, che significa partecipare al dolore di QUALSIASI essere umano, anche di quelli che non ci piacciono.
    P.S. scherzoso. Per il tuo nick, potresti usare il calendario: oggi saresti Lupin X, domani Lupin XI e così via.

  63. Talita scrive:

    A Michele. Non ho ancora letto le motivazioni della Cassazione per la condanna di Contrada a 10 anni, ma tu l’avrai fatto senz’altro. Puoi rispondere per tutti noi ad alcuni perché? 1) La Cassazione ha spiegato perché non sono state prese in considerazione le testimonianze di 112 (quindi, numerosi) funzionari dello Stato, anche di alto grado, che hanno testimoniato a favore di Contrada? 2) Secondo la Cassazione non c’è stato complotto, ma sembra che l’insieme di testimonianze di un tot di delinquenti e di un tot di colleghi “sospettosi” di Contrada valga di più delle testimonianze a favore. Perché? 3) I 112 “favorevoli” sono stati considerati testimoni inaffidabili? Per quali motivi?

  64. Lupin X scrive:

    grazie per il consiglio, idea carina ;)

    Non penso niente di tutto ciò che hai detto, non mi piace il vittimismo e voglio che la giustizia segua il suo percorso senza pressioni istituzionali e ideologiche che in Italia seguono sempre i processi più scomodi e per le persone più potenti. Vale a dx quanto a sx questo discorso. Sono schifito anche di come si è “conclusa” l’indagine per le scalate bancarie e come d’AlemBaffoMalefico si (particella pronominale ; ) sia in qualche modo “salvato”.

    Per quanto riguarda le garanzie per l’imputato ti copio e incollo (so che ora sarai irritatissima da me) un commento di Vittorio Grevi – Professore Ordinario di Procedura Penale

    …quando un detenuto si trovi in condizioni di salute così gravi da non poter essere fronteggiate in carcere, la direzione giusta è quella fisiologicamente suggerita dalle leggi dettate al riguardo.

    In primo luogo, per l’appunto, vi è la possibilità per il magistrato di sorveglianza di disporre il ricovero del detenuto in un ospedale civile, per assicurargli le cure necessarie (e così è avvenuto per Contrada, trasferito all’ospedale Cardarelli di Napoli, ed ivi sottoposto a piantonamento).

    In secondo luogo, quando la gravità delle condizioni di salute del detenuto sia tale da risultare incompatibile con la prosecuzione dello stato detentivo, la prospettiva meglio praticabile, trattandosi di condannato definitivo, è quella di richiedere al tribunale di sorveglianza il rinvio della esecuzione della pena: cioè un provvedimento che ne comporta la sospensione, e quindi la liberazione temporanea del recluso.

    Proprio questa prospettiva risulta tuttora aperta nei confronti di Contrada, e anzi la relativa udienza davanti al Tribunale di sorveglianza di Napoli è stata addirittura anticipata al prossimo 10 gennaio, evidentemente sulla base di una valutazione di urgenza, che non era stata invece condivisa, nemmeno 20 giorni fa, dal magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere: il quale, altrimenti, avrebbe potuto provvedere al rinvio in forma provvisoria.

    In ogni caso, attraverso i due suddetti passaggi (ricovero in ospedale civile ed anticipazione della udienza sulla richiesta di rinvio), il detenuto Contrada ha visto tutelate, per quanto possibile, sia le sue esigenze sanitarie, sia le conseguenti aspettative ad ottenere, ove se ne accertino i presupposti, il differimento della esecuzione della pena.

    Se queste sono le linee di intervento legislativamente previste in circostanze del genere (la detenzione domiciliare non è ammessa, invece, nel caso dei delitti di mafia), non può non destare sconcerto il polverone sollevato, nei giorni scorsi, da una «supplica» di grazia inviata dall’avvocato di Contrada al Presidente Napolitano…

  65. Talita scrive:

    Accidenti, Lupin X: sono proprio irritata con te! Scherzi a parte, condivido la tua esasperazione per come vengono condotte (o bloccate) determinate indagini, ma, nel caso di Contrada, quest’uomo è stato condannato e quindi l’iter processuale è andato a termine. Non mi stancherò mai di sottolineare, però, che la Giustizia non può avere due pesi e due misure: perché alcuni malati ottengono di potersi curare fuori dal carcere, mentre Contrada non lo ottiene? Al di là di qualsiasi vittimismo, Contrada non è “indisposto”, è malato! Io non ammetto che ci si possa accanire contro un malato, solo perché secondo i Magistrati si è macchiato di collaborazione con la mafia. Io non ammetto che possano accadere fatti come quello di Francesco Racco (e chissà quanti altri che non conosciamo). Inoltre l’avvocato non ha chiesto la grazia per Contrada, bensì il differimento della pena, che comunque gli è stato negato. Con buona pace del professor Vittorio Grevi (che però ritengo non ne abbia colpa), mi ripugna altrettanto il fatto che non sia ammessa la detenzione domiciliare nel caso dei delitti di mafia: per quale motivo? Perché i delitti di mafia – pur ributtanti – sono diversi da altri orrendi omicidi (per esempio, compiuti da brigatisti o anche da quel poliziotto della strada, che ha praticamente giustiziato un ragazzo, ma di cui non si sa più niente) o da altre violenze (per esempio, su bambini)… e potrei continuare ancora?
    Ripeto: dalla Magistratura pretendo che la Giustizia sia uguale per tutti e qui si sta parlando di un uomo vecchio e malato. Dunque, non si dovrebbe far ricorso – come giustamente noti tu – a pressioni istituzionali e ideologiche, ma solo alla ragione e alla pietà. Se la nostra società non si impegnerà a riacquistare il senso di pietà, si autodistruggerà, credimi!

  66. kociss scrive:

    ma come riacquistare il senso di pietà!!
    ma se siamo sommersi da cultura,comunicazione,potere che in quanto a pietà ne fanno e tanta !

  67. Michele scrive:

    Contrada: Quirinale ritira iter
    (ANSA)-NAPOLI, 10GEN-Il Presidente ha scritto al ministero della Giustizia per revocare l’avvio dell’iter per la concessione della grazia a Bruno Contrada’. Lo afferma l’avvocato Giuseppe Lipera rendendo noto il contenuto di una telefonata ricevuta da Loris D’Ambrosio, consigliere per gli affari di giustizia del Quirinale. ‘Non ho mai chiesto la grazia – ha detto Lipera – ma ho sollecitato il presidente ad avviare un procedimento di sua iniziativa. Francamente non capisco questa ‘marcia indietro”.

    no comment

  68. Jana scrive:

    No comment davvero. E’ evidente che il plotone che si è mosso e si sta muovendo per contestare il trattamento riservato a Contrada (che si sappia, le persone che non infieriscono su di lui e che, anzi, lo difendono, sono davvero tante, singole o in associazioni, mobilitate per seguire nei vari sviluppi questa vicenda) non ha il minimo peso sulla coscienza dei nostri politici. Contrada aveva anche espresso il desiderio, conscio di una scarsissima possibilità che a ciò fosse dato seguito, che venise creata una commissione parlamentare per tornare al lavoro sulla sua condanna…e invece ,addirittura, la macchina politica si mette in moto per rivedere, ma in negativo, una possibilità di clemenza nei suoi confronti. E’ disarmante.

  69. sergio scrive:

    complimenti bel Blog.su Contrada vorrei dire che è una cosa indegna tenerlo ancora li dentro.sul Quirinale preferisco non dire nulla….sarei diffamatorio

  70. Talita scrive:

    È opportuno anche sapere perché il nostro grande Presidente della Repubblica ha ritirato l’iter per la concessione della grazia a Bruno Contrada: perché – a suo dire – dopo averlo trasmesso al nostro grande (o grosso) ministro della Giustizia, sono seguite interviste varie di persone e avvocati di parte, e PERFINO il progetto di chiedere la revisione del processo. Tutto ciò ha reso la domanda IRRICEVIBILE!!! Che cosa ha fatto (o non ha fatto) l’Italia per meritarsi tutto ciò?

  71. Michele scrive:

    Vi comunico che il signor Sofri andrà tranquillo e felice in TV da Fabio Fazio.

  72. Talita scrive:

    Adriano Sofri è stato condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione (non 10!!!) per l’uccisione del commissario Calabresi. È dunque un “detenuto”, però intellettuale di sinistra, amico di molti altri intellettuali di sinistra, che ovviamente valgono molto più di me e di tutte le persone comuni come me. Quindi è libero, per motivi di salute (che, a prima vista, non appaiono in tutta la gravità dichiarata).
    Ebbene – non essendo evidentemente sufficienti le interviste, i pronunciamenti, i pareri e il sarcasmo di quest’uomo nobile, e le “battaglie civili” strenuamente combattute per la sua liberazione da noti giornalisti, potentissimi politici eccetera eccetera eccetera – sabato 12 gennaio il Sofri sarà onoratissimo ospite della trasmissione “Che tempo fa” (la quale dovrebbe per lo meno cambiare titolo, in quanto è chiarissimo che tempo fa attualmente).
    Che ci va a fare? Beh, formalmente per pubblicizzare un suo saggio, uno di quei libri intelligentissimi che ci spiegano – a noi, popolino – come e che cosa dovremmo pensare sui principali problemi civili, sociali ed etici dell’Italia. Ufficiosamente, ci va come simbolo dello sfascio totale dello Stato italiano. A quest’uomo, che la Magistratura ha giudicato un assassino e condannato a 22 anni di reclusione, è stato riservato un trattamento di favore (un PRIVILEGIO) ed è stato concesso – non da ora – di salire in cattedra e pontificare sugli argomenti più vari, al fine di istruire gli ominidi italiani, ossia tutti quelli che dissentono dalla mentalità di sinistra (che, attenzione, non è di sinistra per ideologia, ma solo per amore del potere, anzi dello strapotere).
    Per Contrada, invece, basta qualche strillo di un Parente-di-vittima-della-mafia – ormai un potere nel potere – perché le massime cariche dello Stato (che dovrebbero rappresentare tutti gli Italiani e non solo una parte degli stessi) giudichino irricevibile una SUPPLICA di clemenza. A questo punto, non bastano più parole come “ahimè, vergogna, schifo, ribrezzo, ripugnanza, repulsione, disgusto, nausea” e ogni altro sinonimo: occorre agire e scrivere le nostre impressioni – anzi, i nostri incubi – al nostro beneamato Presidente della Repubblica, inondandolo con i nostri più sentiti complimenti.

  73. kociss scrive:

    mi sapete dire perchè nella nostra nazione (sic!) si può in quattro e quattr’otto revocare l’iter per la emissione di un provvedimento di sospensione della pena e non si puo’ revocare con la stessa velocità l’iter che ha portato
    la minoranza al governo e ai posti chiave
    della repubblica una pletora di soggetti ostentatamente monarchici?
    Beati i cani che possono, con una robusta scrollata togliersi di dosso ,almeno in parte, parassiti e sporcizia;
    parafrasando un vecchio avvocato….Usque ad tandem abutere nostrae patientiae??

  74. Talita scrive:

    Hai ragione, Kociss. Cicerone disse “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?” a Catilina, che aveva osato presentarsi in Senato, dopo aver complottato contro lo Stato romano. Ma oggi, a quanti Catilina dovremmo rivolgere la stessa frase?

  75. Talita scrive:

    RIVOLGIAMOCI ANCHE AI NOSTRI POLITICI, a partire dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella (clementemastella.blogspot.com). Io ho provveduto con la seguente lettera.

    Signor Ministro della Giustizia – che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani, non una sola parte degli stessi – lei dice che Veltroni e Berlusconi non la convincono. Io dico, purtroppo, che lei non convince molti italiani.
    Mi riferisco, in particolare, al caso Contrada, nei riguardi del quale la SUPPLICA di clemenza rivolta al Presidente della Repubblica è stata considerata IRRICEVIBILE da voi potentati. Prescindendo dal fatto che qualche volta potreste evitare il politichese – che strappa sorrisi malinconici tanto quanto le vostre “ragioni” – da cittadina italiana mi rivolgo a lei per pretendere una GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI.
    Adriano Sofri è stato condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione per l’uccisione del commissario Calabresi. È dunque un “detenuto”, però intellettuale di sinistra, amico di molti altri intellettuali e politici di sinistra, che “ovviamente” valgono – nei fatti, non nella sostanza – molto più di me e di tutte le persone comuni come me. Quindi è libero, per motivi di salute (che, a prima vista, non appaiono tanto gravi).
    A quest’uomo, che la Magistratura ha giudicato un assassino e condannato a 22 anni di reclusione, è stato riservato un trattamento di favore (un PRIVILEGIO, anzi una lunghissima serie di privilegi) ed è stato concesso – non da ora – di salire in cattedra e pontificare sugli argomenti più vari, al fine di istruire gli ominidi italiani, ossia tutti quelli che dissentono dalla corrente mentalità di sinistra (che, attenzione, non è affatto una mentalità di sinistra, ma solo un’accozzaglia di furbizie e di alleanze per amore del potere, anzi dello strapotere).
    Per Contrada, invece, basta qualche strillo di un Parente-di-vittima-della-mafia – ormai un potere nel potere statale – perché le massime cariche dello Stato (che dovrebbero rappresentare tutti gli Italiani e non solo una parte degli stessi) giudichino irricevibile una SUPPLICA di clemenza.
    Sia gentile, Ministro. Mi dica come si può far capire ai nostri politici che per una parte del popolo italiano la mafia è una delinquenza simile a tutte le altre delinquenze, che non è una delinquenza speciale. La delinquenza è delinquenza e vorrei anche vedere e ascoltare qualcuno che mi parlasse, per esempio, del poliziotto che ha sparato in autostrada, giustiziando un ragazzo: lo ritengo un fatto gravissimo, ma non ne ho saputo più nulla.
    Perché i delitti di mafia – pur ributtanti – dovrebbero essere considerati diversi da altri orrendi omicidi (per esempio, quelli compiuti dai brigatisti) o da altre violenze (per esempio, su bambini, adulti o anziani)… e potrei continuare ancora?
    Sia gentile, Ministro. Mi dica come si può far capire ai nostri politici che una parte del popolo italiano pretende dalla Magistratura che la Giustizia sia uguale per tutti.
    Per quanto mi riguarda personalmente, NON SO SE CONTRADA SIA INNOCENTE O COLPEVOLE. Io pretendo dalla Magistratura che, in caso di dubbio, rilasci un colpevole piuttosto che arrestare un innocente. Io pretendo dalla Magistratura che non si accanisca contro un uomo malato, fosse anche l’anticristo. E, a questo punto, mi sembra che non bastino più parole come “vergogna, schifo, ribrezzo, ripugnanza, repulsione, disgusto, nausea” e ogni altro sinonimo…
    Sia gentile, Ministro: ci può indicare una via per uscire da questo stato di cose da incubo? Grazie!

  76. Talita scrive:

    L’11 gennaio 2008 il Corriere della Sera ha titolato “Grazia a Contrada: il Colle frena”. Sarebbe stato più opportuno titolare “Il Colle FRANA”.
    P.S. L’avvocato difensore di Contrada è tuttora in attesa di essere ricevuto dal nostro Presidente della Repubblica. Si spera che l’esimio Napolitano – dopo aver trascorso rilassanti vacanze natalizie a Capri (NON A NAPOLI, sua città natale!!! Probabilmente sarebbe stato infastidito da qualche rifiuto giacente nelle strade) – si degni di incontrare un cittadino italiano che, per gravi motivi, ne ha fatto richiesta già da molto tempo.

  77. Talita scrive:

    Sottotitoli del TG2 edizione serale: Riguardo al caso Contrada, Napolitano dichiara di non aver ricevuto alcuna pressione e di non aver fatto nessuna marcia indietro. Scriviamo al nostro Presidente che è già da molto tempo che non crediamo più alla Befana. Scriviamo al nostro Presidente che siamo stanchi della prepotenza di pochi, che ritengono di poter schiacciare e prendere in giro gli Italiani!

  78. Michele scrive:

    Il “nostro” Presidente credo che abbia ben poca volontà di risolvere una questione spinosa.
    L’unica presa di posizione di Napolitano che si ricordi è stata nel 1956 quando i carri sovietici invasero Praga. Tutta Europa condannò….lui approvò…..
    Stendiamo un velo pietoso sull’inquilino del Palazzo che fu dei Papi e dei Re.

  79. Talita scrive:

    Il 12 gennaio 2008 il quotidiano La Stampa ha titolato: Caso Contrada, Napolitano: “Niente grazia per chi pretende l’assoluzione”. Le virgolette indicano che sono state fedelmente riportate le parole del Presidente della Repubblica.
    Sarebbe opportuno che il capo dello Stato si spiegasse meglio, giacché un innocente – e Contrada si dichiara innocente – può pretendere, eccome, l’assoluzione. Oppure, secondo Napolitano, per ricevere la grazia deve dichiararsi colpevole, anche se non ritiene di essere tale? Non basta il fatto che sia in fin di vita?

  80. Talita scrive:

    A Michele. Ho letto che il senatore Lino Jannuzzi sta raccogliendo firme per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla vicenda Contrada. Ne sai di più? Come fare per partecipare?

  81. Michele scrive:

    Cara Talita, credo sia una commissione di inchiesta parlamentare.
    Ti consiglio una visita sul sito http://www.ilcircolo.it

  82. Talita scrive:

    Finalmente scopriamo che all’interno della Magistratura possono verificarsi complotti, al fine di eliminare magistrati (e quindi anche funzionari di altro tipo) scomodi. Il Quotidiano Nazionale (13 gennaio 2008) titola “C’è un complotto contro De Magistris? La magistratura di Salerno indaga: lo rivela il Quotidiano della Calabria”. E poi spiega che la Procura di Salerno sta indagando sull’esistenza di una strategia per DELEGITTIMARE il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris e provocarne il trasferimento. Tra i magistrati elencati: l’ex capo della procura catanzarese Mariano Lombardi, il suo vice Salvatore Murone, il presidente del Tribunale della libertà Adalgisa Rinardo, oltre al capo degli ispettori del Ministero della giustizia Gianfranco Mantelli.
    Intanto a Milano l’11 gennaio si è dimessa dall’Associazione nazionale dei magistrati il pubblico ministero Ilda Boccassini, che in un’intervista alla Repubblica ha dichiarato, riferendosi ai suoi colleghi “Siamo diventati una corporazione. Serve pulizia tra noi” e anche: “La carriera dei magistrati è un mercato”.
    Quindi, non è fantascienza che possa essere stato ordito un complotto anche nei confronti di Contrada, per delegittimarlo.

  83. Talita scrive:

    La terapia di Contrada in carcere consiste nella somministrazione di antinfiammatori e antidolorifici, che non possono essere assunti insieme a farmaci antidepressivi. Ciò significa che Contrada sta assumendo un cocktail di farmaci MORTALE. Il suo avvocato ha presentato una nuova richiesta di differimento della pena perché Bruno Contrada possa curarsi in strutture idonee. A chi ha dovuto presentarla? Allo stesso magistrato che ha già respinto le precedenti richieste, ossia Daniela Della Pietra (in nomen omen)! Quella per cui le condizioni di salute di Contrada sono “oggettivamente non allarmanti”: non sappiamo però che cosa significhi per lei l’avverbio “oggettivamente” e neppure per che cosa “si allarmi” di solito.
    Oggi Clemente Mastella vuole dimettersi da ministro della Giustizia, perché sua moglie è stata assegnata agli arresti domiciliari. Gentile Ministro, e Contrada???
    P.S. Tutti coloro che volessero inviare una buona parola a Bruno Contrada possono farlo presso:
    http://www.brunocontrada.info/blog

  84. Michele scrive:

    Riflettete, voi comunardi, in che Nazione stiamo vivendo. Il Papa osteggiato, un presunto colpevole condannato a morte, un Ministro non Ministro anzi forse si….. .
    C’è da spaventarsi. Ma noi krumiri d’Italia, strenui difensori della normalità prima o poi la spunteremo….almeno spero

  85. Talita scrive:

    Perdonate una breve digressione, che però alla fine non si allontana troppo dal tema del blog, perché vi si iscrive perfettamente anche l’accanimento giudiziario nei confronti di Bruno Contrada.
    Quasi tutti i politici, oggi, si sono dichiarati solidali con il ministro Mastella. Personalmente, non sento alcuna solidarietà. Cito dal TG5. Mastella ha detto:
    - Tra l’amore per la mia famiglia e il potere, scelgo il primo.
    - Oggi, per la prima volta, ho paura.
    - Riapro il problema intercettazioni.
    - Va recuperata la responsabilità, perlomeno civile, dei magistrati.
    - Frange estremiste della Magistratura hanno preso in ostaggio mia moglie.
    A stretto giro, Chiti ha detto che queste dimissioni vanno respinte (avevamo dubbi?). Per Di Pietro, invece, i magistrati sono alti, biondi, belli e profumano di violette: non esiste la giustizia a orologeria e i magistrati non fanno ostaggi. (Nel suo caso, per le diverse inchieste giudiziarie che lo hanno riguardato, infatti, è stato proprio così). Per i magistrati, ovviamente, accidenti! C’è stata una fuga di notizie. Per la signora Mastella, infine: è incredibile! Ho appreso tutto dalla televisione. (Incredibile??? A suo tempo Berlusconi apprese di tutto e di più dal Corriere della Sera, quando stava parlando di fronte al mondo).
    Smetto di citare e spiego la mia assoluta mancanza di solidarietà. Il quadro sulla Magistratura presentato da Mastella è vecchio come il cucco. Dove è stato Mastella finora? Si sveglia solo adesso? Mi sembra che fino a stamattina sostenesse a spada tratta il Governo che non solo ha appoggiato, ma ha sempre promosso questo stato di cose.
    Riflessione finale: questa minacciosa situazione deve finire o no? A mio parere sì: l’Italia è in pericolo!

  86. Michele scrive:

    sottoscrivo ancora una volta

  87. Lupin XVII scrive:

    Ora, primo: nessuno ha imbavagliato il Papa. Benedetto XVI era libero di accettare l’invito e di presenziare alla Sapienza. Avrebbe subito un po’ di contestazioni come le subiscono tutti quegli studiosi che fanno anche dell’ideologia, non c’è nulla di male. Ma le preoccupazioni per la sua incolumità sono semplicemente ridicole, nonchè artefatte. Non c’era il minimo accenno ad una possibile risposta violenta dei civilissimi studenti di Roma, che hanno manifestato in modo ineccepibile. Chi sostiene il contrario vuole solo sollevare del fumo. Il Papa parla dal suo pulpito ogni domenica e gli si da la parola per ogni intervento che fa in tutti i telegiornali, persino quelli contro le donne (e nessuno ha mai nulla da obiettare). Quindi dire che lo si censura è ridicolo.

    Secondo. C’è un altro appunto che fanno questi indignati voltairiani: come mai questi seri scienziati fanno di tutto per evitare un costruttivo dialogo col Papa? Eppure è questo che fanno la scienza e la cultura, dialogano. Peccato che si siano come dimenticati che quello che non dialoga è proprio il Papa. “Verità rivelata e universale”, “Cristo come unica certezza”, “relativismo come il peggiore dei mali del mondo”? Si mettono il prosciutto sugli occhi nel momento giusto. Persino Mauro si abbassa a questo livello, parlando di disfacimento della cultura in Italia. L’ingenuo Mauro si rammarica pure che il Papa non abbia coraggiosamente accettato lo stesso l’invito: “Perché non cogliere l’occasione di trasformare finalmente la seriosa noiosità delle inaugurazioni in una vera esperienza di comunicazione, di discussione, di parola libera e liberatrice in cui ciascuno si mette davvero in gioco abbandonando l’ingessata sicurezza della parola solenne e senza interlocutori?”. Te lo spiego io Ezio (come se già non lo sapessi): perchè non c’è dialogo con chi impone dei dogmi, con chi ti dice “parlate parlate e discutete, tanto è solo aria fritta e la verità è la mia”. Il Papa che si mette in gioco? Suvvia, non siamo così stupidini eh.

    Il Papa non si mette in gioco, ecco spiegato la “sconcertante” rinuncia. Un uomo che espone la Vertità non può essere minimamente contestato, ecco dove starebbe il danno d’immagine che persino il Vaticano ammette (ovviamente non in questi termini). Ecco spiegato perchè gli scienziati, quelli veri, non lo vogliono sentire pronunciare dei dictat in casa loro. Chi parla di dialogo mancato è in malafede.

  88. Talita scrive:

    Ciao Lupin XVII (odierno Lupin XVIII). Se ti va, ti spiego perché questa discussione sul Papa-sì/Papa-no non mi appassiona per niente: perché si basa su presupposti, che – come i corollari – non sono dimostrabili. Dunque: il Papa è stato invitato dal Rettore all’Università della Sapienza (che io ormai chiamo dell’Insipienza), quand’ecco che un manipolo di professoroni e loro seguaci hanno perfino faticato per scrivere una lettera e comunicare al mondo che loro non volevano parlare con il Papa.
    Ne derivano due presupposti opposti (se mi perdoni il bisticcio di parole):
    1) presupposto sinistrorso: il Papa è dogmatico (ma no???). La scienza è laica (risata omerica, da parte mia, beninteso)! Il Papa non può parlare all’università;
    2) presupposto trasversale: il Papa è stato imbavagliato. Vergogna di fronte al mondo intero!
    Nella vicenda, personalmente trovo alcuni lati ridicoli e un lato terrorizzante. Trovo ridicolo: a) che dei professori scendano così in basso, fomentando alcuni loro studenti invece di tentare di ampliare i cervelli e la loro cultura; b) che gli oppositori di tale manipolo gridino allo scandalo solo perché si tratta del Papa (guardiamo bene: la prepotenza ormai impera in Italia); c) che il Papa abbia deciso di cancellare la visita a causa del manipolo stesso (io non l’avrei fatto, ma io non sono il Papa). Trovo terrorizzante il fatto che pochi individui abbiano avuto la meglio sui tanti che invece avrebbero desiderato la visita del Papa (il quale peraltro avrebbe parlato sulla pena di morte, argomento che non mi sembra di poter identificare né come di destra né come di sinistra).
    Devo fare però un piccolo appunto alla corrente opinione che “non c’era il minimo accenno a una possibile risposta violenta” da parte dei civilissimi (secondo te!) studenti dell’Insipienza. Questo è un ulteriore presupposto: molto spesso i “democratici cori e striscioni” si sono trasformati in altro, che – vista la situazione del nostro povero Paese – è consigliabile evitare. Ritengo, comunque, che l’università non ci abbia fatto una bella figura: invece che informali cori e striscioni, gli studenti vadano a discutere, magari con proprietà di linguaggio e concetti lucidi. Ma questo è solo il mio parere.
    Conclusione? Il Papa non è stato imbavagliato, ma è stato messo in condizione di rinunciare a parlare, al fine di evitare disordini. Poi ciascuno la veda come vuole.

  89. Talita scrive:

    Caro Michele,
    in questi giorni, la mia sdegnata meraviglia per l’ormai famigerata lettera di Rita Borsellino contro Bruno Contrada si va trasformando in una più ampia consapevolezza sulle finalità della signora, che sarebbe la candidata della Sinistra alla presidenza della Regione, ora che Cuffaro è stato obbligato alle dimissioni.
    Alcune osservazioni al riguardo.
    1) Non sono siciliana, per cui della Sicilia so soltanto che è una terra splendida, soprattutto agli occhi di chi – come me – l’ha spesso circumnavigata d’estate. Dunque chiedo a te: quali virtù politiche e/o amministrative risiedono nella signora Rita Borsellino, se non il fatto di appartenere alla potente categorie dei “parenti-di-vittime-della-mafia”?
    2) È plausibile ritenere che i problemi della Regione Sicilia si sintetizzino nella parola “mafia”?
    3) È ammissibile che una sentenza di primo grado – non so quanto giusta e/o proporzionata, e prescindendo dalla ridicola sceneggiata dei vostri squisiti cannoli – costringa alle dimissioni un uomo politico?

  90. Michele scrive:

    Carissima ti rispondo:
    1)virtù politiche la signora Borsellino non neha neanche una. Quando parla lei si ascoltano solo rumori senza senso.Non condivido neanche una virgola di ciò che dice quella donna.
    2)naturalmente no. Facci caso tutti coloro che straparlano di mafia non parlano d’altro. Nascondono la vacuità dei loro programmi dietro l’alibi mafia.
    3)No, questa è decisamente una sotrtura della democrazia.Io ripristinerei l’immunità parlamentare com’era prima della riforma.Ad ogni modo credo che Cuffaro si sia dimesso per un concorso di cause tra le quali anche l’immobilismo di una pessima giunta regionale.
    Un caro saluto
    Michele

  91. Talita scrive:

    13 FEBBRAIO 2008 – ANSA ore 18,55: Bruno Contrada ricoverato d’urgenza all’ospedale di Santa Maria Capua a Vetere. Che dire? Finalmente ce l’hanno fatta!
    Mi unisco anch’io ai ringraziamenti che l’avvocato Giuseppe Lipera ha rivolto “a tutti coloro che si sono opposti alla grazia per Bruno Contrada, a tutti quei magistrati che hanno sinora denegato la sua liberazione e a tutti i politici, che hanno manifestato totale indifferenza”.

  92. Jana scrive:

    Ho letto anch’io Talita, come certamente tutti voi, tutti noi…Una grande pena nel cuore, un grande turbamento nell’anima, mentre impazzano i preparativi – quasi i festeggiamenti – per le elezioni imminenti in Italia e nella mia Sicilia…nonchè nella mia provincia, dove la campagna elettorale sarà ulteriormente turbinosa riguardando anche un terzo rinnovo necessario dopo la caduta del Governo…E’ sconcertante come tutto vada avanti impietuoso a volte, a dispetto di realtà come questa che dovrebbero, che devono, riguardarci e interessarci.
    Un caro saluto a Michele, la cui famosa lettera sull’argomento rimane uno scritto insostituibile…

  93. Talita scrive:

    Caro Michele,
    tu fai parte del mondo della politica e quindi sei la persona più adatta a spiegarmi una situazione per me incomprensibile. Sono stata particolarmente colpita dalle parole dell’avvocato Lipera, quando ha stigmatizzato la totale indifferenza di tutti i politici nei confronti delle miserevoli condizioni di Contrada, che fin qui si è lasciato spegnere in carcere. Basta una delle ultime foto che lo ritraggono e chiunque ne diagnosticherebbe le condizioni di salute: non sarebbe necessario neppure un medico.
    È mai possibile che nessuno dei nostri rappresentanti abbia costantemente sentito il bisogno di interessarsi alla vicenda di un uomo malato e condannato a morte, seppure procrastinata in carcere? Con quale faccia di bronzo l’Italia si gloria di aver ottenuto la moratoria sulla pena di morte?
    Basta un magistrato “tignoso” per condannare a morte, contro le leggi del nostro Paese? Non c’è alcun mezzo per costringerlo a rispettare la realtà dei fatti? E se non c’è, perché nessuno di voi politici si applica a introdurne una apposita?

  94. Michele scrive:

    Carissime,
    vi ringrazio per aver ripreso un argomento a me caro, da cittadino, da Avvocato,da politico con lap volutamente minuscola.
    Sapete perchè lapolitica non si vuol occuparedi Bruno Contrada?
    Semplice,perchè sarà un argomento da dibattere e su cui accapigliarsi per strappare qualche votarello in più quando il dott. Contrada (speriamo tra 100 anni) ci lascerà.
    In questo momento prendere le sue difese non conviene a nessuno perchè si metterebbe in difficoltà chi potrebbe effettivamente porre rimedio ad una situazione disumana. Ci si esporrebbe vieppiù a critiche: se sono a favore di Contrada sono necessariamente mafioso, se sono contro sono necessariamente comunista.
    La verità a mio avviso è questa.
    Contrada sarà più utile da morto, perchè sarà un argomento da sfoderare quando si parlerà di giustizia ma in fondo nessuno pagherà mai per questo crimine.Spente le telecamere o chiusi i giornali l’argomento Contrada sarà accantonato e nessuno si sarà fatto male………tranne – purtroppo – il diretto interessato.

  95. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    ciao michele gia’ nel fragore della campagna elettorale poi da noi in sicilia sia nazionali che regionali che provinciali ci siamo dimenticati parlo dell italia di uno dei fatti che ha stravolto il fine 2007 il caso contrada bruno libero il nostro motto x sempre …ricordero’ sempre del 2007 lui e benazir bhutto credo 2 vittime della mancata democrazia in 2 paesi cosi’ lontani

  96. Michele scrive:

    Caro Salvatore,
    lottiamo tutti insieme affinchè la libertà resti un principio inviolabile.
    Un abbraccio

  97. Michele scrive:

    Contrada, rischio invalidita’ e vita
    (ANSA) – CATANIA, 18 FEB – ‘L’attuale quadro patologico’ espone Contrada ‘a gravissimo rischio sia di invalidita’ sia di vita’. Lo afferma il medico legale. Il giudizio del dottor Caruso ‘e’ lo stesso esposto da tutti i medici che lo hanno visitato, compreso il dirigente sanitario del carcere di Santa Maria Capua Vetere’, dove Contrada si trova per una condanna a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. La relazione e’ stata allegata a un’ennesima richiesta di scarcerazione.

  98. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    mi dispiace dirlo ma credo che per il bene della sicilia e dell intera coalizione sia qui’in sicilia che a roma micciche’dovrebbe fare 2 passi indietro altrimenti perderemo

  99. Talita scrive:

    Dal blog di Bruno Contrada (www.brunocontrada.info/blog/index.php):

    Un appello per Bruno
    Tutti coloro che credono nell’innocenza di mio marito Bruno Contrada aderiscano all’iniziativa dei Giovani Liberali per la sua immediata scarcerazione:
    n.ro fax 02/5517476
    n.ro tel. 02/3450688

    Grazie a tutti
    Adriana Contrada

  100. Ex scrive:

    “Sono avvocato – e QUINDI penalista.”
    Già da questa petizione di principio che rappresenta il massimo dell’autoreferenzialità e il minimo dell’obiettività, mi sarei dovuto rendere conto di molte cose, e tra l’altro mi sarei anche risparmiato la lettura di un delirio camuffato da lettera di un “cittadino italiano”.
    Anonimo e anche ex.

  101. Michele scrive:

    se poi mi mandi anche le istruzioni per l’uso, magari riesco a capire cosa ci sarebbe di delirante e in cosa consiterebbe il camuffamento…

  102. Ex scrive:

    Sarebbe troppo comodo: a buon intenditor poche parole.

  103. Michele scrive:

    no, sarebbe dialogo, confronto, dibattito.
    Magari se mi spieghi riesci anche a convincermi che lasciando Bruno Contrada a morire in carcere servirà a resuscitare Paolo Borsellino

  104. Ex scrive:

    L’ho sempre pensato che le seconde letture riservano le sorprese migliori.
    E infatti non mi sbagliavo.
    Io non ho nulla da dire né da controbattere.
    Io non sono un avvocato (secondo la tua delirante definizione di avvocato).
    Non posso interloquire, non posso ribattere.
    Tutto ciò mi è precluso.
    Magari se mi spieghi riesci anche a convincermi che andando con Dell’Utri si acquisice legittimità a parlare di mafia e antimafia. E naturalmente questo non servirà a resuscitare Paolo Borsellino.
    Sono sempre più contento di essere un ex.

  105. Michele scrive:

    Bhè….se non hai niente da dire è un bel problema dare credibilità a ciò che scrivi.
    Scusa ma ex di che cosa??

  106. Ex scrive:

    Ex. E basta.

  107. Michele scrive:

    aa Ok…

  108. Talita scrive:

    Ciao, Michele.
    Ho appena letto gli interventi di Ex e sono alquanto sconcertata. Mi chiedo, infatti, se “Ex. E basta.” sia più esperto di mafia o di antimafia: essendo io un’appassionata lettrice di Sciascia, mi sembra di ravvisare nei concetti (???) espressi da Ex i famigerati toni larvati di cui parlava lo scrittore.
    In ogni modo, non è assolutamente vero che “le seconde letture riservano le sorprese migliori”: se ciò accade, significa che le prime letture sono state alquanto superficiali. E ciò identifica ovviamente il lettore.
    Per concludere e passando ad argomenti seri,continuo a sperare in qualche buona notizia riguardo Contrada.

  109. Michele scrive:

    Cara Talita,
    Contrada e la sua storia sono un sacrificio che lo Stato deve pagare ai professionisti dell’antimafia, quelli che sulla mafia ci campano.
    Mentre a Contrada la mafia ha nuociuto, ad altri ha permesso di fare fortuna. Guarda Fava, la Borsellino, Lumia o altri. Diventano professionisti dell’antimafia e quindi deputati, senatori, presidenti….ma di concreto cosa hanno fatto?? Hanno crocifisso Bruno Contrada? il maresciallo Lombardo? oppure s fanno paladini di una lotta che neanche hanno voglia di combattere.
    E allora i poliziotti, i Carabinieri, la GDF…quelli che realmente combattono la mafia che dovrebbero diventare?? Quelli che vanno sui marciapiedi a rischiare la vita che dovrebbero fare? quanto dovrebbero guadagnare?? Credo che i 19.000€/mese che buscano i parlamentari al caldo delle loro poltrone non basterebbero!!!

  110. Michele scrive:

    BASTA!! SONO 13 GIORNI CHE UNA SIGNORA MAGISTRATO NON DECIDE SULLA SCARCERAZIONE DEL DOTT. CONTRADA. COSA ASPETTA? CHE MUOIA COSI RISOLVE IL PROBLEMA E DICHIARA CESSATA LA MATERIA DEL CONTENDERE?? STATE UCCIDENDO UN UOMO. MI RACCOMANDO, QUANDO SARA’ TROPPO TARDI TUTTI PRONTI CON GLI SOECIAL TV, CON MATRIX, CON PORTA A PORTA E CON INTERVISTE AI POLITICI DI TURNO PRONTI A FARNE ARGOMENTO DI CAMPAGNA ELETTORALE. LIBERATELO!

  111. kociss scrive:

    e perchè no Ballarò?
    Mi pare ,come dire,per assonanza…, piu’ vicino al sistema adoperato nel caso

  112. Michele scrive:

    ottimo Kocis!!

  113. Darix scrive:

    L’affare sta in questi termini.Caro avvocato lei ha ragione ma qui qualcuno bara.

    p.s.
    per chi dobbiamo votare??
    io sono della provicia di Trapani

  114. Michele scrive:

    Caro Darix,
    se abitassi in provincia di Trapani probabilmente voterei per Giulia Adamo. Non la conosco personalmente ma ne ho sentito parlare bene. Ma il mio è un giudizio fondato sulla non conoscenza degli altri candidati.
    Saluti

  115. Talita scrive:

    Pregando di scusare l’OT, rivolgo un pensierino pasquale a Ex, che ha citato Dell’Utri e mafia, come se fossero tutt’uno. Mi riferisco alla famosa intervista (postuma) in cui il giudice Paolo Borsellino affermava che il mafioso Mangano proponeva a Marcello dell’Utri l’invio di alcuni “cavalli” in albergo, intendendo per “cavalli” droga.
    Secondo una recente SENTENZA della Corte d’Appello di Milano (appena pubblicata), quell’intervista – peraltro trasmessa in TV dal cialtrone Santoro – è stata MANIPOLATA mediante copia/incolla, perché la telefonata effettiva non si svolgeva tra Mangano e Dell’Utri, ma tra Mangano e un mafioso della famiglia Inzerillo.
    Questo video TAROCCATO ha consentito alla magistratura “la formazione del libero convincimento” per cui ha condannato Dell’Utri in primo grado. Questo video FALSO ha inoltre consentito al cialtrone Travaglio il suo bla-bla-bla sul fatto che Berlusconi sarebbe mafioso.
    Spero che Ex legga – in prima o in seconda lettura, non importa – e, se ne vorrà sapere di più, si colleghi a http://www.paologuzzanti.it/wp-conte…3/sentenza.pdf

  116. Michele scrive:

    Ex leggerà ma non risponderà…scommetti??

  117. Talita scrive:

    5 APRILE 2008 – Quotidiano Nazionale: Caso Contrada

    I medici: “Le sue condizioni sono incompatibili con la reclusione”
    La situazione clinica dell’ex funzionario del Sisde, condannato a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, non è compatibile col regime carcerario. È quanto afferma l’ultima relazione sanitaria emessa dall’infermeria militare

    Palermo, 5 aprile 2008 – Le condizioni cliniche di Bruno Contrada, l’ex funzionario del Sisde condannato a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, sono incompatibili con il regime carcerario. È quanto afferma l’ultima relazione sanitaria emessa dall’infermeria speciale dell’organizzazione penitenziaria militare su richiesta del Tribunale di Sorveglianza di Napoli.
    IN UN DOCUMENTO LUNGO NOVE PAGINE VIENE ANALIZZATA la situazione sanitaria dell’ex 007. “Alcune delle patologie emerse – si legge nella relazione – hanno un elevata percentuale di mortalità e sono, tra l’altro, correlate funzionalmente tanto da indurre un fenomeno a catena quando si verifica lo scompenso di una di esse. In definitiva il complesso nosologico che affligge il detenuto consente di affermare che quest’ultimo è incompatibile con il regime di restrizione”.
    “LL PRECARIO EQUILIBRIO DELLE VARIE PATOLOGIE – continua il documento – comporta uno stretto controllo medico specialistico ed un continuo ricorso a stnitture ambulatoriali ed ospedaliere esterne, sia per interventi maggiormente approfonditi che per esami di routine, atteso che la struttura sanitaria del carcere Mìlitare non è dotata di attrezzature atte a svolgere esami estemporanei, nè è idonea a fronteggiare le emergenze in ambito neurologico, così come per quelle cardiovascolari”.
    IL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI NAPOLI NELL’UDIENZA DI GIOVEDÌ SCORSO si è riservato di decidere sulle sorti di Bruno Contrada. L’ex funzionario del Sisde è stato ascoltato dai giudici, ai quali ha ribadito di voler tornare a casa “non per stare in spiaggia ma per trascorrere gli ultimi giorni di vita accanto alla moglie”.

    Oggi è domenica: il Tribunale di sorveglianza sta trascorrendo serenamente il suo week-end…

  118. Michele P. scrive:

    CONTRADA: PRESENTATA ISTANZA DI EUTANASIA PER EX FUNZIONARIO SISDE
    CATANIA (ITALPRESS) – La sorella di Bruno Contrada ha presentato, tramite l’avvocato Giuseppe Lipera, una istanza formale di eutanasia per l’ex funzionario del Sisde, che sta scontando nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
    Contrada vuole morire, scrive il legale perche’ “questa sembra l’unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene”. L’istanza e’ stata presentata al giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e per conoscenza anche agli
    ex Presidenti della Repubblica, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi.

  119. Talita scrive:

    Sto ancora cercando di superare l’orrore di questa notizia.
    Anche se si trattasse di una provocazione, ci dice una sola cosa: l’Italia deve recuperare il senso della vergogna!

  120. Michele P. scrive:

    Peccato….sarebbe stata una delle mie battaglie più sentite.
    Speriamo che ci siano in parlamento altri interpreti……

  121. Michele P. scrive:

    ANSA) – CATANIA, 17 APR – Bruno Contrada e’ stato ricoverato d’urgenza in ospedale per un nuovo attacco ischemico, che sarebbe piu’ grave dei precedenti. Lo ha rivelato il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera, che ha appreso la notizia dal carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove l’ex funzionario del Sisde e’ detenuto per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa.

    Coraggio……vi state per levare un peso dallo stomaco…..
    Quando succederà se ne parlerà per un paio di giorni e poi via nel dimenticatoio….

  122. Talita scrive:

    Ciao, Michele.
    Al di là della battaglia in Parlamento – che probabilmente troverà interessanti ben altre battaglie – il cittadino comune (ossia il soggetto in nome e per conto del quale si amministra la cosiddetta Giustizia)non può fare nulla contro un giudice sordo perfino ai pareri dei propri periti?
    Tale cittadino – ossia il vero “padrone” della cosa pubblica – deve assistere inerte alla violazione della Costituzione e alla somministrazione della pena di morte?

  123. Michele P. scrive:

    Cara Talita,
    il Presidente della Repubblica come capo supremo del CSM e come titolare del potere di Grazia potrebbe far qualcosa…..magari sollecitandola.
    Diversamente quando un Giudice è sordo non può farsi nulla.
    Si potrebbero adire le magistrature di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo….ma temo che i tempi biblici non ci aiuterebbero e comunque non credo che i magistrati italiani cambierebbero opinione.
    La verità è che la vicenda scotta e nessuno se ne vuole occupare.

  124. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    caro michele facciamoci sentire veramente adesso libero bruno contrada e’ l unico che in italia negli ultimi 60 anni sta’ pagando per tutti senza prove certe ma solo per la parola di infami pentiti ….l italia non si salva facendo morire uno come bruno in galera vergogna italia ..c’e un oppressione giudiziaria che fa’ pena in alcuni casi ..assassini e stupratori liberi ..ed altri no vergogna in primo luogo il caro caselli si vergogni di avere fatto tanto male alla sicilia

  125. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    uno schifo la trasmissione di ieri sera di anno zero con santoro travaglio e di pietro dovevi vederli come erano accaniti contro dell utri e berlusconi come pm non vinceranno mai cosi”’ con la storia della mafia di mangano ..parlano solo di questo ma non di un uomo che sta ‘ morendo in carcere per questo tipo di giustizialismo forza bruno

  126. Francesca scrive:

    Forza Bruno? Avv. Salvatore ma sta scherzando? boh..

  127. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    assolutamente no… non scherzo e’ lui che sta’ pagando x tutti nn e’ giusto

  128. Francesca scrive:

    E allora che paghino anche gli altri, nessuno escluso. La giustizia prevede che chi sbaglia debba pagare mi pare e non il contrario.

  129. Talita scrive:

    Francesca,scusi l’intromissione.
    Lei è una testimone oculare dei delitti compiuti da Bruno Contrada? Oppure che cos’altro è?
    Voglia cortesemente illuminarmi in proprosito.

  130. Talita scrive:

    Errata corrige: ovviamente, “in proposito”.

  131. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    certo che il giustizialismo regna sovrano in questo blog ma l italia che ne esce dal voto del 13 14 aprile mi assicura che la maggioranza nn e’ cosi’ sia in italia che in sicilia …credo che lo stupro della signora reggiani e quello di stasera da parte di 2 rumeni diversi questi si meritano la morte e’ una pena severa mentre in italia paga contrada l anello debole vergogna

  132. Francesca scrive:

    Io credo di non dover fornire alcuna prova in merito alla colpevolezza del sig. Contrada. C’è la magistratura per questo. Non ho nessuna intenzione di ergermi a giudice per giudicare la gente. Credo però che se si trova dove sta, qualche motivo dovrà pur esserci.. non credete? …

  133. Talita scrive:

    Francesca, nessuno le chiede di fornire alcuna prova, ma lei deve consentire che qualcuno possa restare sbalordito di fronte alle sue certezze.
    Forse lei non ha capito o ritiene di non dover prendere in considerazione il fatto che da lunghissimo tempo qui si sta prescindendo dalla colpevolezza o dall’innocenza di Bruno Contrada… (Per inciso: già… c’è la Magistratura! Che infatti ha sempre condannato senza compiere alcun errore… Scusi, ma lei vive sulla Terra o in un suo personalissimo eden???).
    Mi oppongo dunque alla sua affermazione “Credo però che se si trova dove sta, qualche motivo dovrà pur esserci”. Eh no, Francesca! Forse tale convinzione vale per i forcaioli, non per tutti.
    Contrada è IN FIN DI VITA, quindi non esiste alcun motivo perché sia ancora ristretto in carcere. NESSUN MOTIVO, chiaro???
    Esiste invece una causa abietta e derivante dal fatto che i parenti dei morti per mafia sono più uguali degli altri e possono permettersi di chiedere ai giudici l’applicazione della pena di morte.
    Eh no, Francesca, io non credo proprio che ciò sia accettabile. E non sono l’unica, si fidi! E vedrà che, prima o poi, si metterà fine a questo scompenso antidemocratico e subumano: con buona pace dei forcaioli e della casta dei suddetti parenti.

  134. Talita scrive:

    Avvocato Salvatore…di Favara, mi scusi ma non posso essere d’accordo con lei, se usa il metodo dei due pesi e delle due misure.
    Dobbiamo metterci d’accordo: o rigettiamo la pena di morte o l’accettiamo. Non mi sembra equo rifiutarla per qualcuno e accettarla per un altro, fosse anche il delinquente più disgustoso del mondo.
    Uno Stato democratico non può mai decidere sulla morte di una persona. Dovrebbe fare ben altro, ma qui il discorso si farebbe troppo lungo…

  135. Talita scrive:

    Ciao, Michele. Una precisazione: chi potrebbe adire le magistrature di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo? Singoli cittadini oppure chi altri?
    Vedi, un ricorso plateale potrebbe anche non essere utile al povero Contrada, ma sarebbe utilissimo per additare al disprezzo del mondo un comportamento arrogante, cinico, disumano e incomprensibile: quello di una magistrata che – nonostante il parere dei suoi propri periti medici – ha deciso che un essere umano debba morire in carcere.
    E il quadro si colora di tinte ancora più fosche, se si considera che tale magistrata rappresenta la Giustizia in Italia, Paese che si fregia di aver lanciato e ottenuto una moratoria mondiale per la pena di morte!!!
    Beh, caro Michele, credo che le avventure di Pulcinella siano più serie di molti aspetti della storia contemporanea del nostro Paese e francamente me ne vergogno!

  136. Francesca scrive:

    Io non ho convinzioni personali che mi spingono a giustiziare la gente. Però mi fido della magistratura e credo nella giustizia. Può essere questa una colpa? Dobbiamo fare una differenza tra l’aspetto “umano” della questione e l’aspetto giudiziario.

  137. Talita scrive:

    Francesca, io invece HO convinzioni personali, che mi spingono a NON giustiziare la gente. Forse la differenza è tutta qui.
    E aggiungo che invece DOBBIAMO distinguere l’aspetto umano da quello giudiziario, privilegiando assolutamente il primo.
    Il nostro Paese sta andando alla deriva proprio perché – tra le altre disgrazie – ha ormai perso la pietà, che è poi riconoscere noi stessi nell’altro.
    Ho qualche dubbio che lei sarebbe così convinta, se Contrada fosse suo padre!
    Ciò non toglie che lei abbia ogni diritto ad avere e propugnare le sue personali opinioni.
    Ossequi.

  138. Francesca scrive:

    Mi scusi ma volendo fare un paragone azzardato anche un boss mafioso avrà dei figli che pingeranno per la sua permanenza in carcere.. che vuol dire? Se uno sbaglia deve pagare, punto. Se poi vogliamo discutere sul “se” Contrada abbia commesso qualche errore, allora è un altro discorso..

  139. Michele P. scrive:

    Io ho una opinione differente.
    Odio il doppiopesismo, perchè è ciò che alimenta odio, polemiche e differenze.
    Se uno è un assassino, magari reo confesso, non può uscire dal carcere se non per gravissimi motivi di salute.
    Se uno è un signore che è stato condannato sulla base di teoremi e dichiarazioni allora non è giusto che finisca la sua vita in carcere avendo dei gravi motivi di saute per i quali poter stare fuori.
    Che io sappia il dott. Contrada – che detiene già il triste primato di 31 mesi di carcerazione preventiva, roba che manco a Guantanamo s’è vista mai – è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
    Volete sapere cosa è? Il concorse esterno in associazione mafiosa non esiste. E’ un artifizio giuridico che mescola condotte attive e condtte passive, che se ne fa un baffo del famoso nesso eziologico, che non tiene conto della qualità e della condizione dell’eventuale reo, che raggiunge un obiettivo inventato ad hoc che i padri del codice avevano escluso.
    Il nostro codice penale è un codice perfetto, ossia riesce a contemplare ogni condotta meritevole di rimpreovero penale accoppiandola al combinato disposto con gli artt. 61,81,110 (che sarebbero, le aggravanti, la continuazione, il concorso).
    Quindi o uno è mafioso anche concorrente e quindi si applicano gli articoli 416bis e 110 c.p. (come ad esempio nel caso di Giovanni Mercadante)o uno non lo è. Ma siccome bisogna punire qualcuno anche solo alla luce di sospetti mai provati ecco che ti inventano il “concorso esterno”. Cioè: “tu non sei mafioso, però li hai aiutati” allora mi chiedo qual’è la differenza tra aiutare ma non essere?E’ un problema di “nomina formale a mafioso”. Se tutto il problema è questo siamo proprio alla frutta.
    Il dott. Contrada è stato condannato (dopo essere stato assolto) a 10 anni sulla base di dichiarazioni di pentiti. Di coloro che lui stesso ha fatto arrestare e che oggi stanno liberi tranquilli e felici. Loro che sì hanno ucciso, spacciato, intimidito, rubato etc….etc……

  140. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    CONDIVIDO IN PIENO LE TUE PAROLE MICHELE …ORMAI SIAMO IN PRESENZA DI LESIONI DEL DIRITTO DELL UOMO A UNA CURA DIGNITOSA …DITEMI CHE E’ QUALUNQUISMO MA QUANDO PENSO CHE RUMENI CHE STUPRANO O A PEDOFILI CHE SI FANNO 3 GIORNI DI CARCERE E POI ESCONO E IL DOTT CONTRADA NO …ALLORA HO I DUBBI CHE SI VIVA IN UNO STATO DEMOCRATICO …DICONO CHE E’ UN REATO ODIOSO MA ALLORA ANCHE NOI LEGALI POSSIAMO FINIRE IN QUESTE MAGLIE CHE REATO ASSURDO CONCORSO ESTERNO NN VUOL DIRE NULLA E TUTTO UN ALTRA BEFFA DELLA GIURISPRUDENZA ITALIANA…SERVE UNA RIFORMA RADICALE ..VEDREMO SE SARA’ CAPACE DI ATTUARLA UN MINISTRO GIOVANE E PREPARATO E COLLEGA GIULIA BONGIORNO

  141. Talita scrive:

    Francesca, mi scusi anche lei: a che cosa servono i paragoni azzardati??? Solo a continuare a blaterare. Forse a lei piacerà blaterare. A me no.
    Le ho già detto che lei ha ogni diritto ad avere e propugnare le sue personali opinioni. E dunque se le tenga, ma non reiteri invano: da persone normali, abbiamo le capacità sufficienti per capire un concetto, senza la necessità di circolari esplicative. Perché insiste???
    E, infine, no! Non vogliamo discutere proprio niente: abbiamo già stabilito nella nostra COSCIENZA che si sta continuando ad agire schifosamente nei confronti di Contrada: con buona pace sua e di tutti i forcaioli.

  142. rita scrive:

    Condivido appieno il successo delle recenti elezioni, mi congratulo con Lei per la candidatura pro – Alberto Campagna (che ho personalmente votato), mi rammarico, però, che considerando il buon programma pre-elettorale e le altisonanti parole che lo stesso candidato ha pronunciato a Partinico, quel pomeriggio di sabato 5 aprile (c’ero anch’io), scandendo a chiare lettere che era il fautore di un cambiamento sociale, ed in nome del RINNOVAMENTO parlava di VOLTI NUOVI, DONNE, professionisti QUALIFICATI che avrebbero avuto un ruolo in questa Regione Sicilia ecc. ecc., RINOMINA nella qualità di Presidente uscente del Consiglio Comunale di Palermo, (DOPO le elezioni regionali), DUE su TRE dei precedenti revisori dei conti, già eletti nel precedente triennio 2005-2008.
    Comincia bene la realizzazione del programma!!!!!!!!
    COMPLIMENTI PER LA COERENZA DIMOSTRATA A 10 gg dal buon risultato elettorale.
    Rita

  143. Francesca scrive:

    Spett.le Talita
    Ciò che avete stabilito voi nella vostra coscienza non è il parere unanime dell’umanità. Quindi permetta anche a chi la pensa diversamente, di poter parlare, senza accusarlo di essere forcaiolo. La democrazia ammette anche questo pluralismo di idee.

  144. Talita scrive:

    Gentile Francesca, non sono una ditta. “Spettabile” è parola da riservare unicamente alla corrispondenza commerciale.
    In quanto alla democrazia, l’accetto e ne porto il peso. Ecco perché le rispondo ancora una volta: ma è l’ultima.
    Non so se lei sia intimamente forcaiola (questo è ciò che mi appare), ma è senza dubbio noiosa e ripetitiva. Almeno ai miei occhi, per cui spero che ritenga di dover smettere di rivolgersi a me.
    La ringrazio per quanto potrà fare in merito.

  145. Francesca scrive:

    Sarà un vero piacere interrompere questa sgradevole conversazione. Probabilmente dovrei assecondare ogni vostra idea per non essere definita forcaiola o noiosa. Preferisco parlare con gente disposta ad ascoltare gli altri e non pronta a salire in cattedra sentendosi ciò che in realtà non è. Cordiali saluti (spero gradisca la forma di saluto da me usata).

  146. Sasha scrive:

    scusi francesca io sono uno di quelli che legge ogni giorno questo blog anche se non scrivo mai. trovo assolutamente interessante ciò che scrivete e non credo che Michele abbia censurato nessuno.inoltre debbo dirle che la dialettica che si sviluppa qui dentroè sempre molto pacata.non abbandoni il blog, sarebbe una sua sconfitta. saluti. sasha sammartino

  147. Talita scrive:

    «Contrada è in gravi condizioni». Il legale presenta un nuovo ricorso in Cassazione. Lipera sottolinea inoltre come «le vicende degli ultimi giorni hanno visto Contrada ricoverato d’urgenza per l’ennesima volta presso l’ospedale civile di Santa Maria Capua Vetere, rafforzano la bontà dell’assunto difensivo». Secondo il legale «non si può negare che Contrada versi in una condizione di gravità dell’infermità fisica, che IL SUO DIRITTO ALLA SALUTE È STATO VIOLATO e, che si è palesemente lesa la sua integrità fisica e la sua salute». (Il Messaggero, oggi)

  148. Michele P. scrive:

    Mi domando cosa aspetti l’Avv. Lipera ad adire la corte europea dei diritti dell’uomo, Amnesty International. Mi domando cosa aspetti Napolitano a concedere la grazia anche a lui dopo che il suo illustre predecessore lo ha fatto con assassini conclamati….

  149. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    BRAVO MICHELE ,ASSASSINI E TERRORISTI NON TUTTI HANNO GLI STESSI DIRITTI IN QUESTA NOSTRA INCOMPIUTA DEMOCRAZIA ITALIANA

  150. Ex scrive:

    Mai dire mai, Miss Talita e Mr. MP. A volte ritornano.
    Andiamo con ordine.
    Le seconde letture riservano sempre sorprese perchè ci si sofferma sui dettagli e si legge tra le righe: il che è esattamente il contrario di “lettura superficiale”, commento che identifica (squalifica) colui (colei) che l’ha scritto.
    Dell’Utri e Mangano: non entro nel merito delle sentenze, perchè non sono un avvocato (sempre secondo la delirante definizione di avvocato che abbiamo letto prima) e questo non è un blog giuridico. Limitiamoci ai rapporti politici del politico sen. Dell’Utri: delle responsabilità penali dell’imputato Dell’Utri si occupi la magistratura. Concentriamo la nostra attenzione sulla definizione di “eroe” graziosamente concessa dal sen. Dell’Utri a Vittorio Mangano: “eroe” perchè non fece i nomi di Dell’Utri e di Berlusconi ai magistrati che lo interrogarono. In altre parole -traduco a beneficio dei lettori/poco intervenienti come sasha- “eroe” perchè “omertoso”.
    Questo è il concetto di eroismo che si ricava, applicando la logica e l’ermenuetica, dalle parole del sen. Dell’Utri. Che poi, guarda caso, non differiscono molto dalle parole che si possono leggere sulla lapide di Mangano, opera dei suoi familiari: “Non barattò la dignità per la libertà”.
    Ricapitoliamo: un mafioso della famiglia di Porta Nuova viene definito “eroe” da un senatore della Repubblica (delle banane) italiana per aver tenuto la bocca chiusa sui rapporti che lo legavano a lui e al suo referente politico.
    Qual è (a proposito Mr. MP, “qual è” si scrive sempre senza accento, non mi cadere sulla grammatica, mi piace come scrivi, molto meno quello che scrivi) la conclusione di tutto ciò? Semplice. Il problema non è la mafia e chi la fiancheggia, supporta, coadiuva. Il problema sono i professionisti dell’antimafia, i forcaioli, i giustizialisti e, naturalmente, per dirla con le parole di Salvatore Cuffaro, i giornalisti che parlano di mafia e infangano la stupenda immagine della nostra bedda sicilia.
    Amen.
    Sempre più orgoglioso di essere un ex.

  151. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    bhe lezioni da te non ne vogliamo prendere sei demagogo numero 1 insultare senatori della repubblica come dell utri e cuffaro de gregorio tacciandoli come mafiosi …bhe lasciamo perdere sei tu a buttare fango ala sicilia e non noi

  152. Michele P. scrive:

    Bentornato Ex.
    Sai quale è il problema? (l’apostrofo si mette perchè al suo posto dovrebbe esserci una e che comunque scrivo cosi non facciamo polemica) A mio – per carità sommesso – avviso è che tu ritieni che la parola eroe intesa dal Dott. Dell’Utri e ripresa da Silvio Berlusconi sia intesa come eroe tipo Zorro, Batman, Mazinga Z et cetera… . Invece, debbo dirti, che non è cosi. la parola “eroico” utilizzata da i signori di cui sopra era riferita ad un comportamento adottato in vece di un altro. Sai quanti pentiti hanno dichiarato cose tanto per star meglio? Se Mangano (per altro mai riconosciuto mafioso da nessuna sentenza)avese detto “Berlusconi e Dell’Utri sono mafiosi” anche a lui avrebbero dato una villa, 500.000.000 di lire, la scorta ed una nuova identità. Invece no, lui ha preferito morire in carcere, sapendo di dover morire, piuttosto che consumare due persone che sebbene lo avessero successivamente licenziato, in un primo momento gli avevano dato credito. Caro Ex, le “Travagliate” che ogni tanto trovano spazio qui dovrebbero essere quantomeno supportate da verità e non da supposizioni.
    A Mangano sarebbe convenuto inventare qualche cosetta per sistemarsi lui e sistemare la sua famiglia ma non lo ha fatto.Questo comportamento, alla luce di come sono trattati i pentiti di mafia, è stato giudicato eroico.

    p.s.
    ma me lo vuoi dire anche in privato ex di che cosa?????? sono curioso!!

  153. Ex scrive:

    Innanzitutto mi pare giusto evidenziare le parole dell’avv. (lui sì che evidentemente può fregiarsi del titolo, probabilmente l’ha ricevuto direttamente da MP o, in subordine, MP ha ritenuto lecito detto utilizzo) Salvatore di Favara, che sono emblematiche di come e perchè la sicilia sia destinata, almeno per i prossimi 20-30 anni ad essere ancora una terra sottosviluppata. Ma non dal punto di vista economico, attenzione! Intendevo dal punto di vista culturale.
    Perchè, signori, è bene ribadirlo: gente come l’avv. Salvatore di Favara si considera un moderato, un garantista. E però non esita ad additare altri (me) di demagogia -udite, udite- e di accusarmi -apoditticamente- di buttare fango sulla sicilia. E’ esattamente il contrario. Proprio perchè io amo la sicilia e la vorrei vedere migliore e diversa, parlo di mafia, dei rapporti perversi tra mafia e politica e delle dichirazioni rese pubblicamente dai politici siciliani su questi temi e tutto questo non lo faccio certo per fare demagogia ma, anzi, per scuotere le menti e aprire un dibattito. E allora, mi chiedo: il fango sulla sicilia lo buttano le dichiarazioni su presunti “eroi” come Mangano o chi, invece, queste dichiarazioni prova a smontarle adducendo fatti?
    Ma, si sa, quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito.
    La demagogia, invece, è proprio quello fa l’avv. Salvatore che, per chiudere la discussione e non entrare nel merito, accusa me di buttare fango sulla nostra bedda sicilia etc. etc, peraltro anche citando inesistenti mie opinioni sul sen. de gregorio, da me non citato. Come vedete il verbo cuffariano si è ben radicato nelle menti e nelle coscienze siciliane, molto più di quanto si pensi.
    A proposito, poi, di eroi, eroismi e dintorni.
    Sarà pur vero che non ci sono sentenze che hanno condannato ex art. 416bis il sig. Vittorio Mangano. Sta di fatto che il suddetto non può certamente vantare una fedina penale immacolata. Allego link: http://www.repubblica.it/online/cronaca/mangano/mangano/mangano.html.
    Mr. MP, tuttavia, prova a smontare (rectius: derubricare) la portata delle dichiarazioni di Dell’Utri spiegando che lui si riferiva ad un comportamento “eroico”, non tout court ad una categoria ben definita, che è quella degli eroi, francamente difficile da attribuire a chi becca due ergastoli.
    Osservo quanto segue.
    In limine, mi sembra tautologico affermare che è il comportamento che crea la categoria. Vale a dire: in tanto io posso essere considerato un “eroe” in quanto ho tenuto un comportamento “eroico”.
    Nel merito, ognuno si sceglie chi e cosa può assurgere ad “eroico” e, conseguentemente, ad “eroe”.
    Io, per esempio, non banalizzerò il mio discorso dicendo che veri eroi sono Falcone e Borsellino. Attenzione: non perchè non lo pensi, ma perchè è facile e sarebbe come sparare sulla croce rossa.
    Proviamo a trovare un altro esempio, possibilmente meno conosciuto.
    E proviamo a trovare magari un siciliano, anzi no, diciamo direttamente di Favara, così magari l’avv. Salvatore può farci una riflessione che magari lo appassiona più di altre.
    Ecco il mio eroe: Calogero Marrone, originario di Favara, capo ufficio anagrafe del comune di Varese, che aiutò molti ebrei e partigiani durante il regime fantoccio di Salò e che poi fu deportato a Dachau, ove morì il 15.4.1945.
    In sintesi: c’è chi addita gente come Mangano ad “eroe” e chi invece pensa che i veri eroi siciliani meritevoli di memoria siano gente come Calogero Marrone.
    Unicuique suum.
    Ex
    P.S. No.

  154. Talita scrive:

    Ciao, Michele.
    Chiedo scusa per il prossimo post OT, ma ritengo che i galletti stonati debbano sempre essere identificati e contenuti.

  155. Talita scrive:

    Messaggio per Mister Ex – alias Mister Hyde.
    Se vuoi ricorrere a bizantinismi, hai trovato la persona giusta.
    Sembri un banale alunno ripetente della Scuola delle Frattocchie e poi ti va male anche in questo settore, perché uno degli argomenti che conosco a menadito sono le tecniche di manipolazione: ti posso assicurare, dunque, che le tue sono rozze e raffazzonate.
    Ma procediamo punto per punto.
    1) La locuzione “A volte ritornano” vale per te, non per user che fanno sentire costantemente la propria voce in un blog o – addirittura – per l’intestatario del blog stesso. Ergo: studia o ripassa le frasi idiomatiche, altrimenti sarai condannato a vita alle figure barbine.
    2) Le “seconde letture” servono solo a chi non ha i numeri per usufruire totalmente delle prime letture. Alcuni cervellini – assai poco articolati – possono infatti procedere solo un livello alla volta, nel senso che prima devono sforzarsi di comprendere il significato del testo e solo successivamente possono impegnarsi in altre rilevazioni. Se non si tratta di superficialità, dunque, si tratta di capacità limitatissime. Nel tuo caso – considerando il tuo nuovo intervento – propendo per la seconda che ho detto.
    3) Ne consegue che la notazione in oggetto certamente “identifica”, ma altrettanto certamente NON “squalifica”. È invece evidente che lo squalificato sei tu, con l’unica attenuante di un minimo di autocritica espressa dal tuo nik “Ex”, ossia non più valido (semmai tu sia stato valido in qualsiasi segmento della tua vita).
    4) Passando alla locuzione “colui (colei) che l’ha scritto”, un minimo di riflessione da parte tua non guasterebbe, altrimenti ti configuri come individuo che dà solo aria ai denti o scomposte ditate sulla tastiera. I nomi propri in -a – eccettuando alcuni (pochi) d’origine greca: come Isaia, Elia, Enea, Andrea eccetera eccetera – sono nomi femminili, per cui si possono tranquillamente sostituire con un pronome dimostrativo di genere femminile. Se hai il sospetto che qualcuno possa fingersi donna in un blog, dai a tua volta adito al sospetto che: 1) tu sia abituato a simili pietosi escamotage; 2) tu soffra di disturbi coscienti o inconsci della sfera sessuale.
    5) Se poi vogliamo avventurarci in approfondimenti grammaticali, “perché” richiede indiscutibilmente l’accento acuto (non grave, saccentello!!!). Le regole di punteggiatura, inoltre, impongono che detta congiunzione sia sempre preceduta da una virgola. Non vado oltre, perché si tratterebbe di una lezione privata gratuita.
    6) Se vogliamo altresì avventurarci in approfondimenti a livello testuale, che piffero significa “la delirante definizione di avvocato che abbiamo letto prima”? Prima, quando? Per non parlare dei lettori “poco intervenienti”… Neanche nei testi di Zelig…
    In conclusione: fermo restando che le tue opinioni su mafia e antimafia valgono esattamente come quelle di chi la pensa in modo contrario rispetto a te, mi sono divertita molto a scrivere questo post, non perché tu mi sembri un interlocutore interessante, ma perché appari come uno dei tanti illusi che credono di far colazione ogni mattina con pane e volpe, ma che in realtà valgono meno del due di picche.
    Chiudo con una riflessione: se sei tanto orgoglioso di essere un ex, significa che non hai alcun altro motivo d’orgoglio nella tua vita. D’altra parte, si sa: spesso la natura è matrigna!

  156. Michele scrive:

    Ex,
    evidentemente non capisci, o peggio, fai finta di non capire.
    Calogero Marrone è certamente meritevole per quello che ha fatto, ma il concetto di eroe che si può attribuire a Marrone, non è di certo quello che Dell’Utri o Berlusconi attribuiscono al comportamento di Mangano. Sei tu che attribuisci alle parole dei due politici significati errati.
    Detto questo, l’articolato post di Talita esprime concetti chiari, condivisibili ed assolutamente inattaccabili.Per cui ti rimando a quelli.

  157. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    certo che e’ un eroe marrone ma nessuno ha detto che mangano o dell utri sono eroi ma sono persone che sono state processate in piazza quasi giustiziati pur restando ancora in vita e facendo morire mangano nel silenzio e senza prove certe e’ stato definito super mafioso solo x aver fatto parte di scomode amicizie tt qui’ o magari x essere stato al servizio di silvio berlusconi

  158. Ex scrive:

    Non pensavo di emanare così tanto fascino da addirittura impegnare Miss Talita in un poema a me dedicato, che certamente ha richiesto tempo. Ma tant’è.
    Vediamole le famose tecniche di manipolazione che avrei utilizzato: forse Talita se le sarà fatte spiegare da Sandro Bondi o Paolo Guzzanti, che di comunisti se ne intendono essendolo entrambi stati in gioventù (invece io, che pure sono ex di molte cose, non sono mai stato comunista e quindi nemmeno posso, sia pure ipoteticamente, divenire un ex comunista).
    1) la locuzione “a volte ritornano” non era né per te né per MP, ma era rivolta a ME STESSO. Io mi riferivo alle risposte che ho letto ieri, 29 aprile, al mio primo post in questo blog, che risale al 3 marzo. Questo il senso di “a volte ritornano”, anche perché MP aveva messo in dubbio il fatto che sarei tornato.
    2) contenta tu…
    3) idem ut supra
    4) ho scritto di te al femminile -Miss Talita- perchè ho letto “sconcertatA” (”a” femminile) in questo tuo messaggio del 13 marzo:
    “Talita scrive:
    Ciao, Michele.
    Ho appena letto gli interventi di Ex e sono alquanto sconcertatA.”
    Tutto il resto delle tue considerazioni sono anche piacevoli a leggersi. Ma non hanno nulla a che vedere con il sottoscritto.
    5) è vero, hai ragione tu. Ho sbagliato a digitare. Oppure non lo sapevo. Oppure lo sapevo e ho scientemente digitato in modo sbagliato. Scegli pure quella che vuoi, tanto la tua malafede ti impedirebbe di credere alla verità.
    6) “la delirante definizione che abbiamo letto prima” è un riferimento al mio primo messaggio del 3 marzo, che a sua volta si riferiva ad un concetto espresso da MP.
    “Poco intervenienti” non voleva essere assolutamente un richiamo o un rimprovero a persone come sasha ma solo una constatazione che partiva da una cosa che lui ha scritto in un suo messaggio: e cioè che anche se non interveniva spesso, comunque leggeva. Tutto qua.
    E mi fermo qui perchè non vorrei che pensassi che ti sto dando troppa importanza: in realtà ho risposto alla tua pregiatissima solo perchè MP sosteneva che i tuoi argomenti erano “assolutamente inattacabili”. MP, sei ancora dello stesso parere?
    Esaurite le facezie, ritorniamo a parlare di cose serie con persone serie.
    Per MP: prendo atto della tua spiegazione su Marrone, Mangano e gli eroi. Non mi ha convinto, ma ne prendo atto. Fammi capire: per te Marrone e Mangano sono egualmente eroi, sia pure in modo ed intensità diverse?
    Per Avv. Salvatore:”nessuno ha detto che Mangano o dell’Utri sono eroi”? Mi risulta che qui si discuta del fatto che sia stato dell’Utri a definire Mangano un “eroe”. Forse una “seconda lettura” potrebbe aiutare…però prima chieda permesso a Miss Talita, non vorrei mai che rivolgesse anche a lei le stesse rimostranze che ha rivolto a me su questo tema.
    That’s all folks.

  159. Talita scrive:

    EX, FASCINO???
    Sei alquanto emetico ed emetti disgustosi rigurgiti di bile. Per non parlare della vacuità cerebrale, già dimostrata.
    Fine dei messaggi.

  160. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    buongiorno e’ veramente a pezzi la sinistra italiana il 1 maggio simbolo dei lavoratori e della sinistra chi contesta a torino berlusconi no tremonti no fini no … sapete chi fausto bertinotti siamo all anno zero veramente i voti alla lega nord sono una prova tangibile

  161. Talita scrive:

    Buongiorno, Avv. Salvatore di Favara.
    La vera festa italiana è che il collante per riattaccare i “pezzi” della Sinistra non è stato ancora inventato: è di là da venire…

  162. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    brava talita … credo che tutti noi amici di questo blog dovremmo condannare pienamente con disprezzo il gesto incivile successo a torino che gli amici dell estrema sinistra hanno bruciato le bandiere d israele vergognosi..e poi ci chiediamo perche’ sono spariti dal parlamento direi finalmente ….dopo questi gesti e quello di ieri di visco di mettere alla berlina i nostri redditi credo che se si rivotasse la sconfitta sarebbe ancora piu’ schiacciante …vergognatevi ignobili

  163. Salvatore scrive:

    Scusate se mi intrometto, ma condannando anche io il gesto di bruciare le bandiere di israele e condannando sempre ogni gesto o voce di violenza, vorrei una condanna anche delle parole di Bossi su fucili caldi e martiri pronti alla violenza che sta ripetendo in modo sempre piu’ frequente .Questa “persona” dovrebbe diventare un ministro e rappresentarci.Grazie.

  164. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    ecco sempre la solita strumentalizzazione bossi e’ solo un linguaggio colorito senza violenza mentre questa gente e’ quella di genova 2001 non lo dimentichiamo maiii

  165. Michele P. scrive:

    Bossi abbaia alla luna, i comunisti sono pericolosi

  166. mino scrive:

    pivetti quindi un coglione come caruso è pericoloso per la democrazia mentre se ceerte cose le dice un ministro della repubblica, leader del partito che ha vinto le elezioni e che coi voti dei suoi parlamentari ha in mano il destino dell’italia allora è solo folklore!!
    sei pazzesco..siete pazzeschi!
    vivete e ci state facendo vivere in un mondo alla rovescia…e ti meriti quello che ti è successo…
    mi pare infatti che tu sei del circolo del buon governo di dell’utri giusto?lo difendi sempre?dici di essere avvocato e professore universitario?…e quando c’è stato da scegliere le candidature per il parlamento ti hanno calcolato? non mi pare…hanno preferito la ragazzina bellina di 26 anni che il primo giorno di camera dei deputati si mette accanto al capo psiconano…la cultura che sostieni porta a questi risultati…
    complimenti…io non sarò mai parlmentare ma almeno non comprometto la mia coscienza!

  167. Michele P. scrive:

    Vedi Mino,
    Caruso è un violento acclarato cosi come quelli che bruciano bandiere. Bossi e i suoi,credo ma correggimi se sbaglio, non hanno fatto male mai a nessuno. Hanno solo sparato qualche fesseria goliardica e di facciata.Ti risulta che alle parole siano seguiti fatti?
    La vicenda della mia candidatura al Parlamento nazionale oramai la conoscono pure le pietre. Coma darti torto…..
    Sono alto biondo e con gli occhi verdi…..se nascevo donna magari mi facevano anche Ministro….
    Ad ogni modo non credo di aver compromesso la mia coscenza, credo in quello che faccio anche a costo di qualche boccone amaro da mandar giù.I tornaconti personali vengono in secondo piano.
    Prima l’Italia, poi io.
    Ciao e grazie per il tuo intervento

  168. Talita scrive:

    Ciao, Salvatore.
    Da una vita Bossi usa un linguaggio metaforico: magari non propriamente politically correct, ma assolutamente inoffensivo nella pratica.
    Passando oltre, Caruso ha “suonato le sue campane”, replicando: «Anche da quest’altra parte, nel cuore del Sud ribelle, ci sono trecentomila uomini con i fucili caldi che non aspettano altro che Bossi ci dica dove andarlo a prendere, lui e i suoi sgherri padani». (Il Tempo, 30 aprile 2008).
    Con una differenza tra i due: Caruso l’abbiamo già visto all’opera – molto spesso – con i suoi Kompagni dei centri sociali, mascherati e armati di spranghe, sampietrini e molotov…
    L’ex parlamentare (!!!), inoltre, non ci risparmia certo le sue fetide esternazioni. Dopo essere stato assolto a Cosenza per i fatti del G8 di Genova e del Global Forum di Napoli del 2001, il gruppo di delinquenti comuni ha festeggiato di fronte al Tribunale e Caruso ha dato appuntamento agli “amici” «per continuare a SOVVERTIRE e COSPIRARE a partire da oggi nei nostri territori fino al G8 della Maddalena del 2009». (Libero, 25 aprile 2008).
    Questo sì che è un comportamento democratico: sovvertire e cospirare, oltre che mettere a ferro e fuoco le città! E allora teniamo gli occhi sulla palla: c’è chi parla e chi agisce!!!

  169. Talita scrive:

    Messaggio per Mino.
    Guarda che i ridicolissimi epiteti inventati dall’autore di testi per Grillo (notoriamente lui sta a zero come creatività) sono ormai OUT.
    Dopo l’ultima viscata (ovvero la pubblicazione in Internet dei redditi degli Italiani “urbi et orbi”), l’Ortottero è in caduta libera: gli si sono rivoltati contro numerosi dei suoi seguaci… Una fine annunciata: Masaniello docet!

  170. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    OGNI GIOVEDI’ CI VORREBBE SGARBI A FAR TACERE IL GIUSTIZIALISMO MEDIATICO GIUDIZIARIO DI TRAVAGLIO E SANTORO AD ANNO ZERO….POI SI LAMENTANO SE SONO CACCIATI …FORZA VITTORIO IERI SERA SEI STATO GRANDE

  171. Salvatore scrive:

    Certo che leggere di siciliani che giustificano la lega e’ proprio fantastico.Si vede che fare i galoppini di partito rende.

  172. Talita scrive:

    Salvatore, sii più esplicito. Parla chiaro!
    A chi ti riferisci, parlando di “siciliani che giustificano la lega”? Quale “lega”? Di metalli oppure la Lega Nord?
    Comunque, se ti riferisci a me, ho una notizia per te: sono di Milano e non sono un’elettrice della Lega Nord.
    Ho solamente un cervello che ragiona – come tanti altri, peraltro – per cui ti do altre due notizie: 1) un galoppino di partito non è per niente inferiore rispetto a un galoppino delle frasi fatte (alias fuffa); 2) un galoppino di partito è senz’altro superiore ai galoppini di Grillo (alias vuoto pneumatico cranico). Ciao!

  173. Talita scrive:

    Per l’avv. Salvatore di Favara.
    Magari l’hai già individuato, ma ti posto un link per vedere e rivedere il consolante spettacolo di Travaglio e cricca, finalmente ammutoliti dalla verità (seppure espressa in stile alquanto animoso). Eccolo:
    http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=9535&tipo=VIDEO
    La vera qualità del documento – direi, ormai storico – sta nel colorito (progressivamente tendente al cadaverico) di Travaglio, che per la prima volta nella sua arroganza congenita si è trovato di fronte a un vero e proprio contraddittorio. Mai successo prima e speriamo che non sia l’ultima volta.

  174. Salvatore scrive:

    Talita se leggi su qualche siciliano che scrive lo trovi.Non scrivevo di te che solo adesso so che sei di Milano.Ho capito che sei anche una persona molto precisa.Allora ti scrivo “Lega Nord”.Contenta? Se ho scritto di Grillo puoi farmi il copia incolla? grazie.

  175. Salvatore scrive:

    Michele P. correggimi se sbaglio ma ricordo che in seguito alle magliette del cosidetto ministro Calderoli all’epoca ci sono stati dei morti all’estero.Inoltre ci hanno minacciato come nazione.Per cui non credo proprio che non siano seguiti fatti.Questa persona ora ci si ripresenta davanti e notizia di oggi ridiventiamo gli zimbelli di mezzo mondo perche’ si incazza la Libia e la lega araba.Con rispetto.Ciao

  176. Michele P. scrive:

    Caro Salvatore,
    ricordo l’episodio alquanto rude di Calderoli. Di qui ad addossargli la colpa per i morti però ce ne corre. Inoltre che il pargoletto di Gheddafi si sia adirato o che minacci non mi coomuovo proprio. Ringrazi il popolo italiano che gli ha costruito strade ed infrastrutture.
    Credo inoltre che sia molto meno pericoloso fare le bravate – seppur discutibili – di Calderoli che ospitare terroristi (ricordi Ochalan??)o sfasciare vetrine (ricordi Caruso??)o altro.
    Non trovi??

    Per quanto riguarda la trasmissione in cui Sgarbi prende a pugni in faccia Travaglio, mi verrebbe voglia di fare un pellegrinaggio di ringraziamento a Milano.

    Guardate i commenti nel blog di annozero osservate come i fan del conduttore siano incaz..ati

  177. Talita scrive:

    Ciao, Salvatore!
    Grazie per le tue precisazioni, in attesa delle quali il mio intervento era stato appunto espresso in forma dubitativa.
    So che qui scrivono siciliani: il nostro stesso ospite lo è! Quanto a “giustificare” la Lega Nord, però, mi sembra che tutti gli interventi si siano concentrati specificamente su un’analisi dei fatti, anzi della “forma” – più o meno condivisibile – con cui alcuni leghisti (non tutti!) esprimono determinati concetti. E ribadisco: forma, non sostanza!
    Passando a Grillo, non ho mai detto che tu abbia scritto su di lui. L’ho utilizzato per fare una proporzione riguardo ai “galoppini di partito”, che tu hai citato sarcasticamente e che invece – a mio parere – sono indispensabili a ciascun partito per fare proseliti. Dare addosso ai galoppini è come disprezzare la pubblicità.
    Tutto qui. Ti ringrazio per lo scambio d’idee.

  178. Ex scrive:

    Nel long week-end ho ricevuto questo breve elaborato (dal sito: http://bernardop.splinder.com/ ), che mi pare in linea con quanto cercavo di esprimere prima. Anzi, no. E’ molto più avanti della mia linea, argh argh argh.
    Venerdì, 02 maggio 2008
    Onore agli eroi
    Velodebbo dire: non sono nente daccordo nell’intitolare una piazza alleroe Mangano.

    Iddu pure se lo meritasse: era un picciotto fedele, di creanza, e di panza, di ar core, ma se qui accuminciamo a ntitolare piazze e strate sfaltate aqquesto eqquello (basta che morto sia e che tenga un ergastolo di merito) allora non finiamo più di costruire avvanvera e non ci bastano muratori e lapidi di marmo dica rara.

    Piuttosto dicissi che subbito, prima che il Signore se li siede comodi alla sua destra, questi amici di famigghia vanno glorificati con dedicamento:

    - Andreotti Giulio, ci titoliamo il ponte sullo stretto perché iddu fece il possibbile per collegare la Sicilia al continente, permettendoci di prendere il nostro comodo posto aRroma in tempi non sospetti

    - Marcello Dell’Utri, ci targhiamo u teatro Politeama di Palermo che premiasse la teatralità delle sue maschere, l’inventiva dei suoi discorsi, la bilità di stare dietro le quinte e fottere le quarte, le terze, eccussì via

    - Salvatore Cuffaro, a iddu ci titoliamo u lungomare che così quando uno ci cammina colla mugghiera pettoruta sottobraccio allei ci viene subbito vogghia di cannolo

    Per il sotto inscritto?

    Fate voialtri.

  179. Talita scrive:

    Ciao, Michele!
    Sembra che il tuo blog necessiti di un traduttore simultaneo. Magari potresti trovare un software idoneo…
    A presto!

  180. Michele P. scrive:

    ci stiamo attrezzando ma per certi linguaggi occorre interpellare la NASA

  181. Marcus scrive:

    Addrittura un traduttore simultaneo…
    Come direbbe qualcuno…
    “Nisciti ‘rà scuorza”…

  182. Talita scrive:

    Marcus, qualcuno chi???
    Allora la vogliamo o no questa unità d’Italia?
    Se sì, il primo step è il linguaggio: occorre comunicare in maniera chiara e comprensibile. A volte sembrerebbe opportuno ricorrere all’esperanto…
    P.S. In attesa del traduttore simultaneo, puoi tradurre la locuzione dialettale? Grazie.

  183. Ex scrive:

    Ma io mi chiedo, mi domando e dico: l’ironia deve essere spiegata? Il sarcasmo pure?
    Io non ci credo che un non-siciliano non capisca la “sgrammaticatura ad arte” del genio che si cela dietro il blog di Zù Binnu.
    Almeno, mi viene difficile crederlo.
    Naturalmente, mi metto a ridere di gusto quando leggo che per MP, che capisce tutto fino all’ultima virgola del pregiato scritto ru Zù Binnu, bisognerebbe interpellare la NASA. E infatti Marcus gli ha risposto per le rime: la locuzione dialettale che ha usato significa più o meno “esci dalla bambagia” cioè “evita di fare il sostenuto, perchè tanto lo capisci quello che c’è scritto.
    Come sono andato?

  184. Marcus scrive:

    10 e lode Ex!
    X Talita:

    Nìsciti = Imperativo presente del verbo Uscire. Intransitivo 3^ comiugazione.

    ‘rà = dalla

    scuorza = Scorza, Guscio, Buccia, Involucro.

    Unendo le tre traduzioni, si ottiene “Uscite dalla Scorza.

    Volendo analizzare il significato della frase, la traduzione di Ex rsulta essere perfetta.

  185. Sasha scrive:

    evidentemente MP è molto più fine di voi. Non si riferiva certo alla traduzione del siciliano….
    vero MP???

  186. Marcus scrive:

    Non credo che lo Zingarelli traduca il termine “fine” con “Colui che non parla correttamente e/o capisce il dialetto siciliano”

  187. Marcus scrive:

    A questo punto mi sento autorizzato a rispondervi come mi ha risposto MP in un’altra circostanza.
    Posso quindi dirvi tranquillamente che siete degli ignoranti, ma badate bene ignoranti non ve lo dico in senso dispreggiativo. E’ solo un dato di fatto. Voi ignorate il dialetto siciliano.

  188. Talita scrive:

    Marcus,ti ringrazio per la traduzione.
    Ovviamente, essendo nata e vivendo a Milano, mi è alquanto difficile non ignorare il dialetto siciliano.
    Rilevo però il valore metaforico della locuzione, che ovviamente può essere applicata a qualsiasi corrente di pensiero: nessuna esclusa.
    Non credo, infatti, che possa valere la regola per cui vince il primo che la pronuncia…

  189. M. scrive:

    non mi pare che Sgarbi “prenda a pugni” in faccia Travaglio. Certamente lo spettacolo non è edificante, per una TV di stato, ma alla fine è il solito turpiloquio del solito Sgarbi..

  190. Marcus scrive:

    x Talita, Prego, non c’è di che…

    Concordo con M. aggiungendo che non rilevo nemmeno questo cambio repentino del colorito di Travaglio.
    Credo che i pugni ci sarebbero voluti, ma in faccia a Sgarbi che ancora si può permettere di “Sbraitare” (trad. Urlare), offendere ed esprimersi usando una parolaccia ogni 2 pronunciate in televisione.

  191. Talita scrive:

    Per quello che può valere, io invece dissento da M.
    Non si tratta, però, di “prendere a pugni in faccia”, ma di far calare le ariette arroganti di uno pseudo-giornalista, che da anni vive sulle spalle dei suoi “nemici”, esattamente come Grillo: per la serie “Dio li fa e poi li accoppia”.
    In quanto allo sbraitare di Sgarbi (che peraltro non è al top della mia personale classifica di simpatia) è la solita dicotomia tra forma e sostanza: il serpente che sibila è ben più pericoloso della scimmia urlatrice.
    E, infine, ho personalmente assistito al trascolorare di Travaglio: per rilevarlo non occorrevano neppure gli occhiali. Quindi Marcus, se tu non l’hai rilevato, posso presumere che il contrasto del tuo televisore debba essere regolato. Il mio è nuovissimo.

  192. Michele scrive:

    Concordo con Talita.
    Marco Travaglio è uno di quei professionisti del pettegolezzo che campano sui “si dice”. Non innova, è solo un accusatore. Proprio oggi il corriere titola “Schifani diffamato da Travaglio”.

  193. Ex scrive:

    A volte l’ideologia offusca le menti. Vale per i vetero-comunisti alla Diliberto e vale, mutatis mutandis, anche per gli pseudo-liberali alla MP.
    Io mi limito a osservare quanto segue: se Travaglio ha diffamato Schifani, allora per primo lo ha fatto Lirio Abbate nel suo libro “I Complici”, visto che le accuse mosse da Travaglio nella trasmissione di Fazio altro non erano che una citazione di quello che ha scritto Lirio Abbate in quel libro.
    Tra l’altro -e qui viene il bello e casca l’asino- tutti accusano Travaglio per qualcosa (additirttura lo si accusa di “voler minare il dialogo”: ma che c’entra???) ma non per aver raccontato menzogne. Come sempre, quando qualcuno mette il dito nella piaga, ‘a miegghiu cuosa è intorbidire le acque e buttarla in stra-caciara.
    Infine: vorrei capire dov’è il pettegolezzo quando si parla dei rapporti di affari intrattenuti in passato da chi adesso ricopre la seconda carica dello Stato.

  194. Marcus scrive:

    Quindi ricapitoliamo,
    Un Travaglio che rende pubblico ciò che gli italiani dovrebbero sapere e non sanno, sarebbe il serpente a sonagli.
    Uno Sgarbi, un Bossi o un Calderoli invece sarebbero la scimmie urlatrici.
    Vabbè…
    Opinioni…
    La sostanza però resta la stessa.
    La nostra classe politica (da destra a sinistra) è, a dir poco “Oscena”.
    Lo specchio di una società basata sulla corruzione e sul favoritismo.
    Come giustamente dice Ex, tutti si precipitano a voler tappare la bocca di Travaglio in tutti i modi, ma nessuno lo accusa di dire menzogne, a parte l’assurdo Sgarbi ad anno zero per la faccenda Biagi.

  195. Talita scrive:

    Travaglio, che ieri era a Torino a ri-ri-ripresentare (per l’ottava o decima volta, non ricordo bene) sempre lo stesso suo libro, è uno scrittore veramente talentuoso.
    Fa così: legge i libri degli altri, trae spezzoni, citazioni e allusioni qua e là, li mette insieme, li condisce con il fetido succo delle dichiarazioni dei pentiti (molto gradito anche ai magistrati), li cuce con il filo della sua inetta arroganza e fondamentale disonestà: et voilà, ecco un nuovo libro di Travaglio!
    A proposito di Schifani, sono menzogne? Beh, questo lo vedremo. Certamente non mi commuove il fatto che Abbate sia “minacciato dalla mafia”. Non ne so molto, ma mi sembra che generalmente – in caso di personaggi effettivamente “scomodi” – la mafia non minacci, ma passi direttamente ai fatti. E inoltre le eventuali minacce da parte della mafia o di altri delinquenti di ogni ordine e grado non sono crisma di verità.
    Detto questo, mi sembra che qui si tratti del fatto che 30 anni fa Schifani ha partecipato a una società con individui che 20 anni dopo circa sono stati in odore di mafia e/o condannati per mafia. VENTI ANNI DOPO circa!!!
    Allora le cose sono due: o vogliamo riportare in auge le convinzioni di Lombroso, per cui si nasce delinquenti, oppure vogliamo aderire al concetto dell’autodeterminazione dei singoli individui, per cui ciascuno si evolve o anche involve durante la propria esistenza, compiendo scelte di vario tipo. Il che mi porta a pensare che a 20 anni si sia necessariamente diversi che a 30, 40, 50 anni e così via. E “diversi” significa migliori o peggiori. E significa anche che Travaglio deve PROVARE che i soci di trent’anni fa fossero già mafiosi.
    Ma le prove a Travaglio non interessano. Il suo business è copiare, alludere e infangare, preferibilmente senza contraddittorio. Il suo prossimo libro potrebbe risalire all’infanzia di Schifani e raccontare minuziosamente di quando – all’età di 7 anni – fu pescato a rubare la marmellata, dando prova della sua innata tendenza al furto. In questo caso, il grande giornalista potrebbe plagiare fruttuosamente “Il Giornalino di Gian Burrasca”, il cui autore non fu minacciato dalla mafia, ma ebbe comunque un grande successo.
    Nel caso della trasmissione incriminata, però – e Dio mi perdoni – non colpevolizzo tanto Travaglio (si sa di che pasta è fatto) quanto il conduttore. Se il suo format non prevede contraddittorio, deve essere egli stesso a contraddire il suo ospite “untore” per il dovere che gli impone l’ospitalità: se un invitato a casa mia si mettesse a sparlare di un comune conoscente e quest’ultimo fosse assente, la CIVILTÀ mi imporrebbe di metterlo a tacere, in quanto non si parla degli assenti. E ciò vale anche e soprattutto per personaggi pubblici.

  196. Talita scrive:

    Marcus, non gradisco che tu mi attribuisca parole che non ho detto.
    Travaglio, infatti, non è un serpente a sonagli, ma un Oxyuranus Microlepidotus (o Western Taipan): il più velenoso di tutti.

  197. Ex scrive:

    Ok, abbiamo capito che Travaglio è il più velenoso di tutti.
    Per me può pure essere un ornitorinco sterile o uno pterodattilo di Jurassic Park, ma vorrei capire se le cose che dice siano o meno fondate.
    A me non risulta che sia stato condannato per le cose che ha scritto nei suoi libri.
    E’ così o non è così?
    Tutto il resto è -abbondantemente- noia.

  198. Talita scrive:

    CATANIA – Il giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, Daniela Della Pietra, ha rigettato l’ennesima richiesta di scarcerazione per gravi motivi di salute di Bruno Contrada, detenuto nel carcere militare campano per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.
    Secondo quanto annunciato ieri dallo stesso ex funzionario del Sisde, quella respinta dal magistrato sarà l’ultima richiesta di differimento della pena avanzata dall’ex ’superpoliziotto’ per “motivi di dignità personale”. Il legale di Contrada, l’avvocato Giuseppe Lipera, contesta la decisione del giudice Della Pietra presa, sostiene, “nonostante un quadro clinico che fa letteralmente atterrire e impaurire” ed esprimendo “il concetto che può essere scarcerato solo il detenuto in coma irreversibile o malato assolutamente terminale”. Il penalista si chiede “come mai non può essere scarcerato Contrada, mentre gli arresti domiciliari per motivi di salute furono concessi a Erich Priebke, a Ovidio Bompressi prima della grazia e a Silvia Baraldini”. (ANSA, 13 maggio 2008)

  199. Talita scrive:

    Deve andare via da Milano il gip Clementina Forleo. È la conclusione alla quale è giunta la prima commissione del Csm, che ha perciò chiesto a stretta maggioranza il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale. Due le accuse principali: aver creato allarme nella pubblica opinione per aver denunciato intimidazioni da parte di organi istituzionali rimaste prive di riscontri; aver interferito nell’attività della procura di Milano impegnata nella delicata inchiesta sulle scalate bancarie.
    “Sono stupita e mi auguro che il plenum riveda questa decisione”, commenta il gip di Milano. “Qualora dovesse essere confermata dal plenum e dagli organi amministrativi – ha aggiunto la Forleo – continuerò a fare il mio lavoro in qualunque tribunale d’Italia con dignità e a testa alta A DIFFERENZA DI TANTI ALTRI”. (ANSA, 12 maggio 2008)
    ______________________
    Considerando che la Forleo parla dall’interno della magistratura, devo assolutamente crederle.
    L’unica mia curiosità è: quanti magistrati potranno effettivamente lavorare con dignità e a testa alta?

  200. Talita scrive:

    Caso (psichiatrico) Travaglio-1:
    «Il presidente del Senato Renato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti “delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona”. E’ quanto afferma una nota dell’ufficio stampa del Senato. “Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un’azione altamente diffamatoria – conclude la nota – nei riguardi del Presidente del Senato”». (ANSA, 12 maggio 2008)

    Caso (psichiatrico) Travaglio-2:
    Il 20 febbraio 2008 il giudice unico della settima sezione civile del Tribunale di Torino ha stabilito che l’esimio giornalista dovrà risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset per un articolo DIFFAMATORIO pubblicato il 16 luglio 2006 sull’Unità (causa civile iscritta al n. 27466/06 + 27468/06 R.G./F???)

  201. TheBear scrive:

    Perchè non dici anche le cause che ha vinto ;)

    Quella sull’ODORE DEI SOLDI per esempio.
    E tutte quelle CAUSE NON FATTE perchè non conviene…

    eheheeheh

    Nessuno è Dio e tutti sbagliamo.
    Questo non toglie niente alle persone.
    Sbagliare è lecito, perseverare malefico.
    Sarebbe da sapere qual’è il punto del cavillo giuridico su cui confalonieri si è attaccato.

    Si sa, questa gente non aspetta altro che ti sbagli di un mm per farti fuori ;)

  202. TheBear scrive:

    …non conta se nel restante del 99% dei casi avevi ragione ;)

  203. Talita scrive:

    The Bear, ma che dici mai???
    Sul “cavillo giuridico” (come lo definisci tu… Ma non ti basta il termine “diffamazione”?) ti risponderà, se vorrà, Michele: è il suo campo.
    Io rispondo per me e si tratta di una risposta lapalissiana: a che scopo citare le vittorie di Travaglio? Ormai ci è tristemente noto il fatto che i santi in Paradiso che indossano la toga sono molto più efficaci di san Gennaro. E tu sai, vero, che Travaglio è uno dei più apprezzati portavoce delle Procure?

  204. Marcus scrive:

    Talita, ma l’hai letta la sentenza?
    Giusto per capire…
    questo è il link:
    http://www.marcotravaglio.it/confalonieri%20causa%20persa%20I%20gr.pdf
    Leggila e poi ne parliamo…

    In ogni caso ti faccio un riassunto:
    Travaglio è stato condannato per diffamazione solo per la parte dell’articolo in cui “diffama” Confalonieri dicendo chiaramente che ormai ha perso la faccia da un pezzo.
    Per il resto è stato assolto per aver ESPOSTO DEI FATTI.
    Prima leggi e poi parla…
    E soprattutto, vatti a leggere i commenti lasciati al tuo amico MP nel thread dedicato alla pseudo lettera a Marco Travaglio.

  205. Talita scrive:

    Marcus, innanzitutto non sei tu che puoi ordinarmi cosa leggere o non leggere. Si usa così, in casa tua?
    Secondo punto: Travaglio è stato condannato per diffamazione e non è la prima volta. STOP. Continui a esporre i fatti così: è quello che vogliamo tutti. L’aria sta cambiando…
    Terzo punto: “Il tuo amico” è una locuzione che fa parte della tua usuale fraseologia? E ritieni così di essere credibile? A me sembri solo ridicolo.
    Quarto punto: Dal tuo tono aggressivo vedo che il dialogo ti altera gravemente. Nella migliore delle ipotesi, potrebbe esserti sufficiente una pastiglia di Valeriana prima di cominciare a digitare.

  206. Marcus scrive:

    Io non ordino nulla a nessuno…
    Era solo un consiglio…
    Se la prendi come un’imposizione, sei tu che sei alterata e non accetti il dialogo.
    In ogni caso, attendiamo la sentenza a questa ennesima diffamazione.
    Ho anche evidenziato in altri post, che “il mio amico” Marco Travaglio, ne sarei onorato se lo fosse sul serio, in qualche occasione ha esagerato.
    Certe espressioni come il paragone di Schifani alla muffa o il “Senza dignità” (ho abbreviato la frase scritta nella sentenza) rivolto a Confalonieri, poteva anche evitarle.
    Purtroppo però, ogni tanto quando si mangia troppo si finisce per vomitare.
    E quando vomiti, poi sei costretto a pulire.
    Nel caso specifico, Travaglio è stato condannato IN PRIMO GRADO a pagare 10 mila euro al Sig. Confalonieri, e lo stesso li ha voluti subito e senza aspettare l’appello.
    In altri casi, persone condannate anch’esse in primo grado per favoreggiamento semplice nel processo per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici, ce la ritroviamo come “autorevole senatore della Repubblica Italiana”.
    La verità è che siamo la Repubblica delle Banane.

  207. Talita scrive:

    Marcus, così andiamo meglio, ma mica tanto… Il tuo tono è passato dall’aggressivo al risentito, e non capisco il perché. Cerca di distrarti o, se preferisci, rivolgiti a user omogenei a te e alle tue opinioni. In quanto a me, se ti sembro alterata significa che non hai il minimo intuito psicologico, ma va bene anche così…
    Dunque, schematizzo:
    1) il tuo post infarcito di verbi all’imperativo NON era una sequela di ordini? Era solo un consiglio? Allora le cose sono due: o sei esperto del giochino “tiro il sasso e poi nascondo la mano” – oggi tipico di chi deve sfogarsi, cercando di azzannare il “nemico”, ma ubbidendo poi al buonismo imposto dall’alto (una specie di riflesso condizionato di Pavlov) – oppure è un problema stilistico. Nella seconda eventualità ti CONSIGLIO di usare verbi che esprimano appunto l’atto di consigliare. Esempi: “ti propongo di leggere…; ti suggerisco di leggere e poi parleremo…; ti esorto soprattutto ad andare a leggere…” eccetera. Tali sono le locuzioni per consigliare.
    2) Continui ad agitarti su sentenze passate e future. Dobbiamo già sopportare Di Pietro: risparmiaci! Purtroppo devo ripetermi: Travaglio è stato condannato per diffamazione E NON È LA PRIMA VOLTA. Punto. Questo è il mio argomento. Se tu ne preferisci altri, sei liberissimo di preferirli e di esporli, ma non in contraddizione con il mio argomento: sarebbe come dire che il cerchio è il contrario del quadrato. Non è così.
    3) Non ho capito il tuo inciso sul malfunzionamento della peristalsi, ma puoi utilizzare le metafore che preferisci. A me non interessano: per niente.
    4) In democrazia, ciò che il popolo decide con il suo voto è legge. Non so nulla di talpe né di castori. Credo invece che la “mafia” sia un ottimo argomento per cercare di addentare e infangare i “nemici”, con buona pace dei mafiosi: quelli veri.
    5) Credi di essere il depositario della “verità”. Brutto segno. A riprova esprimo la mia OPINIONE che l’Italia NON è il Paese delle banane. Piacerebbe a molti che fosse così, ma ritengo che non sia così. Ecco che la tua ”verità” va in frantumi: come è noto, infatti, la verità deve essere assoluta.
    6) Ultimo punto (last but not least): per me è sufficiente ciò che ci siamo detti. Tu hai espresso le tue “verità”, io ho espresso le mie opinioni. E siccome non intendo convincere nessuno, la nostra discussione mi appare ormai giunta al capolinea. E non perché “non accetti il dialogo”, come dici tu, ma perché ripetere continuamente gli stessi concetti mi annoia.

  208. TheBear scrive:

    Marcus, Talita è la segretaria di PIVETTI

    La famosa: e chi ne fa le veci ; )

  209. TheBear scrive:

    se la menano con contrada e dell’utri e stanno per varare un piano sicurezza dall’odore xenofobo.

    La parola d’ordine è: rom rom rom rom rom rom rom clandestino clandestino clandestino clandestino extracomunitario extracomunitario extracomunitario rom rom rom rom….

  210. TheBear scrive:

    …la paura dilaga e con essa il controllo delle persone che ne vengono colpite…

  211. TheBear scrive:

    ci pensate cosa succederebbe se con la stessa RIPETIZIONE con cui si dice rom rom rom si dice

    Marcello D’Utri 10 anni, in primo grado, per associazione mafiosa

    Marcello D’Utri 10 anni, in primo grado, per associazione mafiosa

    Marcello D’Utri 10 anni, in primo grado, per associazione mafiosa

    Marcello D’Utri 10 anni, in primo grado, per associazione mafiosa

    Marcello D’Utri 10 anni, in primo grado, per associazione mafiosa

    ecc…ec…ec…

  212. TheBear scrive:

    a poi ora Marcello ha problemi anche con quell’inchiesta delle schede all’estero e il controllo del voto su queste della mafia..

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

    ma non ne parla nessuno…

  213. Michele scrive:

    caro orso…
    Talita non è la mia segretaria. Talita è una persona pacata educata ed intelligente, tutti vocaboli a te sconosciuti.

    Aggiungo: Dell’Utri 10 anni? falso, sono 9 ed appellati, ne riparliamo dopo la sentenza di appello; piano sicurezza sui clandestini? era ora. Siamo in Italia e prima vengono gli italiani. Chi vuole restare qui si comporti da italiano nel rispetto delle nostre regole;
    problemi con le schede?? ma di che vai farneticando??

  214. TheBear scrive:

    Inutile parlare con voi di Mafia.
    Per voi la Mafia è quella di Provenzano…

    Su Talita era uno scherzo ed effettivamente è troppo evoluta per me, che sono un Orso.

    9 anni, mi sta bene lo stesso per avere dubbi su una persona di indiscutibile potenza e con avvocati, credo, tra i migliori d’italia e non solo, anche un parlamento a lui compiacente.

    Per il resto, la solita solfa… di di da da du du…

  215. Marcus scrive:

    TheBear, è inutile…
    Tanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    Per Talita, ripropongo la stessa locuzione che ho usato qualche in qualche post precedente di cui dovresti aver imparato il significato:
    “Niesci ‘ra scuorza”!!!
    E non lo prendere come un imperativo…

  216. TheBear scrive:

    Marcus, concordo con te.
    Ma è bello urlare ai sordi… ;)

  217. Talita scrive:

    TheBear, dici di essere un orso, ma PRESUMI. L’orso è un animale ben adattato al suo habitat.
    Ti chiedo scusa, ma – non conoscendoti personalmente – devo dedurre dai tuoi post. Dunque, i tuoi argomenti si riducono al fatto che io sarei la segretaria di Michele? Stai dicendo che il tuo mondo è fatto di segretarie, con tutto il rispetto per le segretarie?
    Complimenti vivissimi: ecco perché la Sinistra ha perso le elezioni e le perderà per molto tempo ancora. Forse per sempre (Veltroni l’ha capito, e sta cercando di cambiare il pelo: non so se anche il vizio).
    Passando al prosieguo delle tue esternazioni e sempre attenendomi ai tuoi messaggi – perché non ti conosco personalmente – hai prodotto 5 post di seguito, anziché uno: l’evidenza è che preferisci la quantità alla qualità: ecco perché la Sinistra ha perso le elezioni.
    Gli ultimi due, infine, denunciano un parossismo che nulla ha a che vedere con la comunicazione razionale, ma piuttosto con lo spamming. Se ne può altresì dedurre che – come ogni altra sindrome compulsiva – tende a peggiorare rapidamente: 5 reiterazioni nel quarto post, 8 reiterazioni nel quinto. Ecco un altro perché la Sinistra ha perso le elezioni.
    Infine, non entro nel merito dei tuoi commenti: la democrazia mi impone di accettare il libero esercizio della razionalità e dell’irrazionalità. Però mi attribuisce anche il diritto di osservare l’irrazionalità e di riderci un po’ sopra.
    P.S. Urlare non serve a niente: solo a farsi venire il mal di gola.

  218. Talita scrive:

    Marcus, vedo che per te la nostra discussione non è ancora terminata. Splendido!
    Se tu ripeti il tuo detto dialettale, mi costringi a ripetere il mio commento al riguardo: è applicabile a tutti!!!
    Perché non capisci che lo stesso concetto vale per te? Devo farti un disegnino esplicativo?
    Oppure appartieni al gruppo di arroganti che ritengono di avere l’esclusiva della verità? Ecco un altro motivo per cui la Sinistra ha perso le elezioni.

  219. Talita scrive:

    Un metodo relativamente semplice per non continuare a parlare di aria fritta, è attenersi ai fatti e – nel caso specifico dell’immigrazione selvaggia – ai numeri.
    L’articolo evidenziato si riferisce SOLO agli zingari e SOLO a Roma. Fatte le debite proporzioni, è lecito dedurre riguardo all’intero territorio nazionale.
    _____________________
    ROMA – Ecco quanto ci costano gli zingari
    Un milione e duecentomila euro spesi dalla vecchia amministrazione comunale per gli scuolabus dei bambini rom, che a scuola neanche ci vanno.E invece, sono finiti i soldi per i pulmini dei disabili, o forse non ci sono neanche mai stati, visto che le tariffe per i rimborsi ad un’associazione senza fini di lucro come l’Alm – che assiste spastici e ragazzi completamente paralizzati – sono fermi alle vecchie 17 mila lire, 8 euro e 78 centesimi, neanche 9 euro per l’esattezza.
    Quanto ci costano questi nomadi a Roma? Nel 2006 il Comune di Roma e lo Stato hanno speso quasi 27 milioni (26 milioni e 646 mila e spicci). Mentre il Comune, da solo, di milioni di euro ne ha spesi quasi 20 per la gestione di 27 campi nomadi autorizzati (adesso invece sono 22) e l’assistenza a 5.527 nomadi, si legge nel dossier, che ha lo stesso titolo della domanda che si pongono i romani («Quanto costano i nomadi ai romani?») realizzato dal consigliere Pdl, Fabrizio Santori, che l’ex capogruppo di An in XVI Municipio ha presentato a ridosso delle elezioni.
    Fatti i conti, ognuno di quegli oltre cinquemila nomadi, conteggiati e assistiti nel 2006, ogni mese, ci sono costati 425 euro: l’equivalente di una pensione sociale minima, o di una pensione di invalidità, o di un’indennità di disoccupazione. E ancora, l’equivalente di quanto scuce una famiglia per il costo medio di un asilo nido. Mentre con quello che si è speso ogni mese per mantenere due nomadi in un campo attrezzato, ovvero 850 euro, si sarebbero potute coprire le spese di affitto di un appartamento. «E dietro l’affitto per un appartamento di piccole dimensioni c’è una famiglia che lavora e produce, cercando di risparmiare per acquistare una casa, mica dei perdigiorno» commenta i dati Santori.
    Ma c’è di più. «Con il contributo di 19 milioni e 380 mila euro e spicci, sarebbe stato possibile costruire oltre 100 appartamenti per giovani sposi o per le numerose famiglie romane in attesa, da decenni nella graduatoria comunale per un alloggio popolare» continua Santori. (Il Tempo, 14 maggio 2008)

  220. TheFog scrive:

    La sinistra, quella di Veltroni, perde perchè ha preferito seguire Berlusconi al suo elettorato.

    Per me va bene stare all’opposizione e ridere delle cazzate che fare.

    Farò dura lotta, con qualsiasi mezzo, alla DX ma anche e soprattutto alla SX.

    Io non mi sento “italiano” oggi.
    Ma per fortuna, o purtroppo, lo sono.

  221. Talita scrive:

    MORO, CIVILTÀ CATTOLICA: PERCHÉ MORETTI È IN LIBERTÀ VIGILATA?
    «Perché Mario Moretti, “esecutore materiale” dell’uccisione di Aldo Moro, gode del regime di libertà vigilata “dopo appena 13 anni di carcere” e “soprattutto senza aver mai rivelato nulla circa la sua attività sovversiva passata, nonostante i misteri che ancora la circondano”?. Se lo chiede la Civiltà cattolica nell’editoriale del prossimo numero, dedicato ai 30 anni dell’assassinio di Aldo Moro (…) Moretti, “per sua stessa ammissione” assassino di Moro, nonché colui che condusse l’interrogatorio, CONDANNATO A SEI ERGASTOLI, “dal 1994 – rimarca la rivista romana dei gesuiti, le cui bozze vengono riviste dalla segreteria di Stato vaticana – é in libertà condizionata”.
    (ANSA, oggi)
    ______________
    Nel Paese dei due pesi e delle due misure, ogni commento è superfluo.

  222. Michele scrive:

    Talita,
    ma dici sul serio????? Moretti è in libertà vigilata??? e Contrada sta morendo in carcere??? Bompressi è addirittura libero e Contrada sta morendo in carcere???? Non ci posso credere!!!!!!!!!!!!

  223. Talita scrive:

    Ciao, TheFog. Il surplus dell’articolo “the” mi crea qualche sospetto…
    Comunque, vorrei fare una precisazione: in ultima analisi, le elezioni le ha perdicchiate Veltroni, ma le ha perse indiscutibilmente la Sinistra estrema: quella che non vuole stare al passo con i tempi.
    A mio parere, fai benissimo a lottare contro ciò che non approvi: basta che sia una lotta compatibile con le istituzioni democratiche!

  224. Talita scrive:

    Michele,
    Mario Moretti è in libertà condizionata dal 1994 e attualmente lavora nel laboratorio di informatica della Regione Lombardia.
    Ma che fai? Ti meravigli???
    Lui è un “prigioniero politico”, mica un mafioso!!!

  225. Michele scrive:

    Talita,
    confesso che non lo sapevo……..questa è una cosa vergognosa!!!Fossi parlamentare inonderei di interrogazioni il Ministro!!E’ uno schifo, uno scandalo……

  226. matteo scrive:

    contrada è in galera da meni di dieci anni…avrà pure lui i benefici di legge!

  227. AVV.SALVATORE..DI FAVARA scrive:

    certo anche io lo sapevo…che moltissimi terroristi o presunti ex stanno lavorando in varie regioni d italia …assassini pure x un ideale assurdo che ricadeva in vittime innocenti come il presidente aldo moro simbolo di tutti gli anni di piompo in italia e poi qualche ragazzotto in blog si lamenta di cuffaro,dell utri.ciarrapico,schifani,vergognatevi siete rimasti solo voii giustizialisti in italia..prendo con molta felicita’ che il partito democratico e’ cambiato nel suo schema ..meglio resiste la banda di pietro travaglio ,santoro e vabbe’ sappiamo che e’ un ruolo che hanno strumentale

  228. Talita scrive:

    «Franco Corbelli, leader del movimento Diritti Civili, ha ufficialmente inoltrato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, una richiesta di grazia a favore di Annamaria Franzoni. “Per un atto di pietà e di umanità”, dice Corbelli. “Noi non ci iscriviamo né al partito degli innocentisti – aggiunge – né a quello dei colpevolisti. E’ un atto di giustizia, più che per la donna, nei confronti dei suoi due bambini.» (Tiscali, oggi)
    Sono andata a curiosare tra le iniziative del Movimento in http://www.diritticivili.it, dove ho trovato di tutto e di più, anche la tutela legale di molti casi di gente malata e dunque ingiustamente ristretta in galera… Ho trovato anche la richiesta di grazia per Adriano Sofri. Il nome di Bruno Contrada è invece citato tra numerosi altri casi di malagiustizia, senza particolare risalto.
    Scriverò al Movimento per sapere esattamente se sta tuttora sostenendo la causa di Contrada. Chi voglia fare lo stesso può scrivere a: diritticivili@tiscalinet.it

  229. Michele scrive:

    Grazie,
    scrivo immediatamente.

  230. Michele Sparpagliato scrive:

    In tutto ciò che esprime Talita,anche cose condivisibilissime,noto però sempre un fondo di astio e di isteria che mi preoccupa non poco.Forse sbaglio,ma non mi fido molto delle sue ‘campagne per i diritti civili’a senso unico.

  231. Talita scrive:

    Ciao, Michele!
    Scusa l’OT, ma la saggezza popolare arricchisce tutti noi.
    Ricordiamoci sempre che “raglio d’asino non sale in cielo”!
    A presto!

  232. Michele Sparpagliato scrive:

    Ciao Talita!
    Ricordiamoci sempre che ‘essere o non essere,questo è il problema’!
    A presto!

  233. Talita scrive:

    Michele, non vorrei coinvolgerti in quisquilie, ma qui gli stalker – come è proprio della nota sindrome – peggiorano di giorno in giorno e sono diventati anche “pappagalli” (da intendere in senso letterale e in senso lato).
    Non bastano i copia/incolla senza fonte? Ora si imitano anche i post di altri user?
    Fermo restando che la pena maxima per gli stalker è quella di essere ignorati, se il blog fosse mio, ambirei che vi fossero trattati argomenti non fuffa e affini.
    Chiusa parentesi.

  234. Michele scrive:

    Si Talita hai ragione. Speriamo che il fenomeno si sia esaurito qui.

  235. Michele Sparpagliato scrive:

    Vi consiglio di leggere sul Blog del Sindaco le informazioni che ci ha dato Dario su posteggiatori abusivi alla Fiera del Mediterraneo e gomme incenerite con falò,da ben 22 anni,vicino a Via dei Picciotti,per ricavarne rame,con effetti inquinantissimi.

  236. Talita scrive:

    Mentre il CSM si occupa della costituzionalità o meno di un provvedimento ANCORA IN DISCUSSIONE in Parlamento – esercitandosi nel noto giochetto di tirare il sasso e di nascondere la mano (nooo! Non hanno emesso pareri, dice Mancini) – Contrada si sta spegnendo in carcere, con modalità che nemmeno a Guantanamo.
    Si spegne dopo essere dimagrito in pochi giorni di 20 kg (lo dice la sorella al TG2 sera di oggi) e non mangiando né dormendo, a causa del suo drammatico e inumano stato di salute (lo dice il suo avvocato nella stessa sede).
    Ma la giudice di Santa Maria Capua a Vetere ha detto che in fondo Contrada è solo indisposto: almeno gli Italiani, che la giudice dovrebbe servire, potrebbero sapere qual è il limite oltre il quale la signora deciderebbe di far ricoverare in ospedale un uomo morente???
    Al riguardo, tra i politici – chiamiamoli così! – si muove solo Stefania Craxi, che scrive alle più alte cariche dello Stato sull’assoluta e immediata necessità di scarcerare un 76enne in fin di vita.
    Lo Stato farà ancora orecchie da mercante? Per riflettere meglio, cominci a ripassarsi la lista dei delinquenti e assassini che ha scarcerato fin qui.

  237. M.Sparpagliato scrive:

    Perfettamente d’accordo con Talita:non riesco a capire perchè questo assordante silenzio da parte dei politici di ogni tribù e fazione.

  238. M.Sparpagliato scrive:

    Naturalmente è impressionante l’interesse berlusconiano per il proprio ‘processino’in corso,e la assoluta strafottenza per il caso del Dott.Contrada.Davvero B.non riesce a percepire minimamente i drammi,il carcere e il dolore umano degli altri(se non suoi accoliti),sia nel caso dei poveracci immigrati che in questo caso.Ma tant’è!Il pio Caimano(oggi pure Papa)ha chiesto la Comunione per i divorziati ed ha disposto l’elemosina pubblica per i pensionati più poveri.La misura etica di questo strariccone è davvero commovente.E oltraggiosa per i disgraziati.

  239. Michele scrive:

    Quando si parla del caso Contrada un immenso senso di tristezza mi assale.
    Non mi stancherò mai di gridarlo c’è gente che ha assassinato ed è libera di scrivere e pontificare, VEDI ADRIANO SOFRI, c’è gente che è stata graziata STEFANO BOMPRESSI ringrazia a tal proposito la premiata ditta Mastella-Napolitano.Bruno Contrada servitore dello stato muore in carcere

    Ho letto una mail di un professore di università che citava Adriano Sofri. L’ho trovato R A C C A P R I C C I A N T E .
    Di che ci stupiamo?
    In questo concordo con Sparpagliato (ma anche e come sempre con Talita).ùIl Governo Berlusconi dovrebbe occuparsi di Contrada oltre che di altre faccende.

  240. M.Sparpagliato scrive:

    Ovviamente non concordo su Sofri e Bompressi,sui quali non ho certezze,e quindi non pontifico.Si tratta tuttavia,specialmente Adriano Sofri,di notevoli figure intellettuali,che beneficiano dell’effetto media,cosa che non accade al Dr.Contrada.Io non metto ovviamente nessuna mano sul fuoco nè per Sofri,nè per Bompressi,nè per Contrada.

  241. Michele scrive:

    Aaa capisco….non metti la mano sul fuoco su uno che REO CONFESSO ha ucciso a bruciapelo il commissario Calabresi???…..

    andiamo bene…..

  242. Michele scrive:

    Ovidio Bompressi (Massa, 16 gennaio 1947) è un ex terrorista italiano. Omicida materiale del Commissario Calabresi. Condannato in Cassazione, fece richiesta di grazia e la ottenne per gravi motivi di salute.

    Questo è preso dalla vostra bibbia…wikipedia

  243. Talita scrive:

    Michele,
    dove hai letto la mail del professore d’università?
    Sarei interessata a leggerla anch’io.

  244. Michele scrive:

    Talita,
    inviami una mail col tuo indirizzo

  245. M.Sparpagliato scrive:

    Io non giudico nessuno,con tanta veemenza.Non sentenzio.Non pontifico.Non conosco gli atti.Non condanno il Contrada,nè Bompressi,nè Sofri.Non li assolvo.Non ho le tue certezze presuntuose,Michele,nè quelle di Talita.Sono dell’idea,come Marco Travaglio,che quella degli ex di Lotta Continua(esclusi Gad Lerner ed Enrico Deaglio)sia una forte e potente Lobby di pressione,oggi in particolare finita quasi tutta in Forza Italia.Pertanto non difendo in modo particolare Sofri e gli altri.Sul Dr.Contrada ho dei dubbi,e parecchia umana pietà,per cui mi trovo d’accordo con voi.Null’altro,se non il mistero della strafottenza di Berlusconi sul caso Contrada.Però hanno approvato,in Senato,la legge salvapotenti.Mah!

  246. Talita scrive:

    Michele,
    io diffido fortemente di tutti i folgorati sulla via di Damasco. E tu?
    (Domanda retorica. Non necessita risposta.)

  247. Talita scrive:

    Per non dimenticare.
    Nel dicembre 2007 l’avvocato Lipera – difensore di Contrada – parlò di una possibile revisione del processo, affermando che esistono nuovi elementi derivanti da un altro processo (in cui lo stesso Contrada si è costituito parte civile) a carico di due mafiosi pentiti: Calogero Pulci e Giuseppe Giuca.
    Questi due tomi avrebbero rivelato l’esistenza di un complotto ai danni di Contrada, orchestrato da altri pentiti in concorso con pubblici ufficiali ancora da identificare.
    Michele, tu sai qualcosa del processo a questi due?

  248. Talita scrive:

    In http://www.mascellaro.it/web/index.php?page=articolo&CodAmb=1&CodArt=24302
    si possono leggere le parole di un cervello funzionante – Angelo Crespi – ossia il suo articolo “Il sepolto vivo” tratto dalle cronache di Liberal (21 giugno 2008).
    Ne anticipo solo un passo:
    “Bruno Contrada, lo «sbirro più famoso di Palermo» come lo definisce Jannuzzi nel suo recente libro (“Lo sbirro e lo Stato”, Koinè editore, pp. 192, 14, 00), una sorta di j’accuse contro la magistratura italiana. Bruno Contrada per 30 anni a combattere la mafia e da 15 costretto a difendersi dall’antimafia. Adesso semplicemente “sta morendo”. E non c’è grazia che possa salvarlo, né eutanasia come lui stesso aveva supplicato gli concedessero. Contrada deve restare lì dentro il carcere perché è un simbolo per quelli che dicono che in questo modo si sconfigge la mafia. Poi deve morirci dentro il carcere così sarà simbolo anche per quelli che non hanno mai creduto nella sua colpevolezza, nonostante le sentenze.
    Contrada lo sbirro che non fa più notizia e si merita al massimo sui quotidiani un taglio basso. Nessuno ha più il coraggio di battersi ancora contro il “teorema” per mezzo del quale i giudici ne hanno decretato la colpevolezza. Forse solo Jannuzzi che è ancora abbastanza giovane quando si tratta di smascherare le ingiustizie. Oppure Stefania Craxi che ha vissuto sulla pelle come una famiglia possa essere distrutta da troppa giustizia. Per gli altri Contrada è niente. Troppo difficile smontare il meccanismo che lo attanaglia: «concorso esterno in associazione mafiosa». Un’accusa da cui non puoi difenderti. La Craxi nella prefazione del libro spiega: «è reato di dubbia fondatezza tanto da non aver ancora trovato una formale collocazione e una formale disciplina all’interno del nostro codice penale.”

  249. Michele scrive:

    No, purtroppo non ne ho notizie, ma la notizia è interessante

  250. Talita scrive:

    Il titolo del brano potrebbe essere “Il Mafioso che ci dà lezioni di vita”, ma si tratta di una lettera di Mario Pezza, dopo aver recentemente visitato in carcere Contrada. La versione integrale si può leggere in: http://www.giovaneitalia.it/webgiovaneitalia/indexnew.asp?ID=259. Ne anticipo solo due passaggi.
    ____________________
    Sono appena tornato a casa dopo una visita a Bruno Contrada nel carcere militare di S.Maria C.V. Non lo vedevo da più di due mesi e l’ho trovato in condizioni molto peggiori di quanto ricordavo. In 9 mesi di detenzione è dimagrito di 16 kg, ha subito almeno tre attacchi di ischemia cerebrale, che, fra l’altro, lo hanno quasi privato della vista . Ha perso tutti i denti, è affetto da ulcera gastro-duodenale, da diabete, da bronchite, da prostatite, da eczema diffuso in tutto il corpo, e da decine di altre malattie senza speranza di guarigione. Ha oltre 76 anni, si regge in piedi a stento, pallidissimo, con pochi capelli bianchi .
    Ma quella stessa magistratura ( con la emme quanto mai minuscola), che concede ad un pedofilo di rimanere in libertà perché stupri l’ennesima bambina, stabilisce e decide, in nome del popolo italiano, che rimanga in stato di detenzione in carcere!
    (…)
    Mi ha guardato e mi ha sorriso rispondendomi che la qualità della vita (in carcere o a casa) ha importanza soltanto per chi ha ancora una ragionevole aspettativa di vita , non per lui . Più che ottenere di poter morire in casa , a lui interessa CHE NON SI DICA CHE , NEPPURE PER UN MOMENTO , HA ACCETTATO L’IDEA DI ESSERE COLPEVOLE. E così, come non ha voluto chiedere la grazia, nonostante l’iniziativa del Capo dello Stato , ora non vuole che un suo atteggiamento di silenziosa attesa delle decisioni che riguardano la sua scarcerazione, possa essere interpretata come una resa di fronte all’ immane ingiustizia che lo sta distruggendo.
    ___________________________
    Continuo a chiedermi: e il popolo italiano dovrebbe credere che si tratti di giustizia???

  251. Talita scrive:

    Torino – Il giudice del tribunale di sorveglianza di Torino ha revocato il carcere duro, previsto dal 41 bis, per il boss mafioso stragista, Nino Madonia. Il capomafia di Palermo ha impugnato la nuova norma sul carcere duro e i magistrati piemontesi, competenti per territorio, perché il detenuto è a Novara, l’hanno accolta. Nino Madonia è stato condannato per l’omicidio dell’imprenditore Libero Grassi e per le stragi del 1993 di Firenze e Roma. (Il Giornale, oggi)
    _______________
    Dato che è inutile chiedersi il perché, osservo altro: dunque, a Torino si toglie graziosamente il carcere duro a un pluriomicida mafioso, mentre a Santa Maria Capua Vetere si stabilisce la condanna a morte per Contrada, che non ha ucciso nessuno. Ma la legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

  252. Talita scrive:

    Dal blog di Bruno Contrada (26 giugno 2007):
    __________________
    A proposito dei pentiti Giuca e Pulci, che hanno confessato di aver mentito nell’accusare Bruno Contrada, rendo noto che il processo per calunnia in corso presso il Tribunale di Catania, nel quale il dott. Contrada si è costituito parte civile, è attualmente pendente dinanzi ad un magistrato non togato (GOT), che non potendolo trattare per legge, ne dispone sistematicamente il rinvio con buona pace dei termini di prescrizione!
    Allego esposto del difensore di parte civile, avv. Pietro Milio.
    _____________________
    Si tratta di reati commessi rispettivamente il 5 novembre 1998 e il 24 aprile 1999.

    Dove sono i magistrati che protestano per il rinvio dei processi? Dov’è il Coltivatore diretto che si prepara a una sceneggiata per difendere la Giustizia in Italia?

  253. Talita scrive:

    Contrada, il medico: «Ventidue chili sottopeso, rischia di morire: deve essere ricoverato»
    CATANIA – «Lo stato di salute di Bruno Contrada è assolutamente incompatibile con lo stato di detenzione». E’ quanto si legge nella relazione medica redatta dal professor Silvio Buscemi, docente di Scienze dietetiche dell’università di Palermo. In sintesi, secondo il professore, Contrada si troverebbe «a rischio di morte».
    Il referto sarà depositato mercoledì ai giudici del Tribunale di sorveglianza di Napoli durante l’udienza per la richiesta di differimento della pena o, in subordine, di arresti domicilari per l’ex funzionario del Sisde, che è detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per scontare una condanna a dieci anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa. Contrada ha chiesto di essere presente in aula.
    Nelle relazione medica, anticipata dall’avvocato Giuseppe Lipera, il professor Buscemi evidenzia «lo stato depressivo del detenuto», una «grave forma di deperimento organico, caratterizzata da progressivo deterioramento di tutte le funzioni metaboliche, con debolezza, anoressia e dimagrimento, con escavazione dei tratti somatici». Contrada ha perduto 22 chilogrammi dal maggio del 2007 a oggi. Il parere medico sottolinea infine «l’estrema complessità del quadro clinico generale e come ciascuna patologia eserciti influenze negative sulle altre e che un ulteriore allarme è dato dal marker tumorale Cea che risulta aumentato».
    Mercoledì nuova udienza al tribunale di Sorveglianza di Napoli per decidere sulla richiesta di differimento della pena o, in subordine, di arresti domiciliari per l’ex funzionario del Sisde, Bruno Contrada che ha fatto sapere che ci sarà, anche se lo scorso 3 luglio l’eccessivo caldo ha imposto il suo ritorno nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dove sta scontando 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. (Il Messaggero, oggi)
    _________________
    Che cosa risponderà la signora Della Pietra? Che la moda impone un fisico asciutto?

  254. Michele scrive:

    c’è da gridare allo scandalo….ma il nostro Ministro della Giustizia queste cose le sa????

  255. Talita scrive:

    Ritengo che lo sappia, ma non credo che possa farci molto.
    È la gente che dovrebbe scendere in piazza e fare le barricate! Soprattutto quella gente che piange calde lacrime perché si vogliono prendere le impronte ai bambini Rom. Oppure gli habitué della piazza, che ci vanno solo per fare chiasso.
    A settembre si prevede anche una riforma del sistema carcerario: spero che riformi soprattutto i giudici di sorveglianza, sia quelli lassisti sia quelli disumani. Francamente non capisco come la signora Della Pietra riesca a dormire sonni tranquilli.

  256. Talita scrive:

    Il sostituto procuratore generale Ugo Ricciardi ha espresso “parere favorevole alle istanze” di differimento pena per Bruno Contrada. La richiesta è stata avanzata ai giudici del tribunale di sorveglianza di Napoli, davanti al quale è in corso l’udienza, che si sono ritirati in camera di consiglio per decidere. (Il Giornale, oggi)

  257. M.Sparpagliato scrive:

    Non ho capito:se un cretino come me esprime il suo dissenso dalle tesi di Talituccia,ella lo assale e lo sfotte.Se lo stesso cretino,cioè io,è d’accordo con lei(vedi caso Contrada)lo sfotte e lo considera ‘folgorato sulla Via di Damasco’.Insomma,ella,simile alle zitelle dei vecchi films,è sempre urtata con il mondo.Oooh,Talita,aaahh!E calmati un poco…!Ooooh,aaah,eeeh!

  258. Talita scrive:

    Spappolato, ma che vuoi?
    Il folgorato sulla via di Damasco non sei tu! Tu sei quello caduto dal seggiolone da piccolo.
    Mi sembra che chi ha bisogno di calmarsi sei tu: Serenase e Moditen dovrebbero fare al caso tuo. Chiedi conferma a un esperto.

  259. Michele scrive:

    Bruno Contrada ai domiciliari.
    Più tardi un nuovo post

  260. Talita scrive:

    Sì Michele, oggi è un giorno di gioia! Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha finalmente concesso gli arresti domiciliari per motivi di salute a Bruno Contrada. Però non dimentico che ciò è avvenuto dopo 20 (VENTI!!!) istanze circa presentate dai suoi avvocati per il differimento della pena e in subordine arresti domiciliari per motivi di salute.
    Dopo il sollievo, ora tutti concordano nel dichiarare “meglio tardi che mai”. Io non la penso affatto così, considerando che si è atteso che le patologie di Contrada – presenti e rilevate fin dal suo arresto – siano peggiorate al punto da portarlo in fin di vita.
    E mi chiedo: se in questo momento stesse disgraziatamente governando la Sinistra, Contrada sarebbe stato scarcerato? Io credo proprio di no.

  261. Talita scrive:

    Accogliendo la richiesta di ieri del procuratore generale Ugo Ricciardi, il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per “la pericolosità sociale dello stesso” e “l’entità della pena sino a oggi sofferta e di quella residua”. Secondo i giudici Angelica Di Giovanni e Daniela Della Pietra, in questo modo “si contemperano da un lato la tutela della salute del detenuto e dall’altro la giusta pretesa dello Stato che la pena venga espiata”. (Il Giornale, oggi)
    ______________
    Concordo con Angelica Di Giovanni e Daniela Della Pietra (dopo aver a stento deglutito la disperazione per il fatto che si tratti di due individui di sesso femminile): la “pericolosità sociale” di Contrada è più che evidente solo guardando la grande foto pubblicata dal Giornale oggi. È veramente pericolosa per l’immagine pubblica dei giudici che l’hanno massacrato fino a questo punto!
    La tutela della salute?!? Solo perché ai giudici è andata male: Contrada non li ha voluti accontentare tirando le cuoia in carcere.

  262. Talita scrive:

    Ah dimenticavo! A causa della sua “pericolosità sociale”, Contrada deve soggiornare a Napoli dalla sorella: non può tornare a casa sua, a Palermo, dalla moglie e dai suoi figli”.
    In effetti, con la sua smagliante forma fisica, potrebbe allestire in quattro e quattr’otto una super-cosca mafiosa, la quale metterebbe in pericolo la stessa sopravvivenza dello Stato.
    Ma PER PIACERE!!!

  263. Talita scrive:

    E non è ancora finita! Dai TG serali ho appreso che a Contrada sono stati concessi gli arresti domiciliari per un periodo di sei mesi. SEI MESI!!!
    Comincio a sospettare che lo si sia inviato all’ingrasso, per poi ricominciare a torturarlo per un po’.
    D’altra parte la mitologia greca ci insegna: anche Zeus, dopo aver fatto incatenare Prometeo a una roccia del Caucaso e aver disposto che ogni giorno un’aquila gli rodesse il fegato, glielo faceva ricrescere durante la notte: così era più divertente!

  264. M.Sparpagliato scrive:

    Ooooh Talita,aaahahh,come sei preparata!Ti intendi di tutto,ma proprio tutto.E che giurista fine sei,e che grecista,che liberista,che farmacista!Oooh,Talittah,qual meravigliosa creatura in te veggo!

  265. Talita scrive:

    Non sei un perfetto idiota solo perché nessuno è perfetto. (Groucho Marx)

  266. M.Sparpagliato scrive:

    Oooh Tally,cooome mai ci sono 100 operai contaminati per la centrale francese?Aaaah Tally,como te lo spieghi,meravigliosa fisica dal fisico meraviglioso?Aaaah,.non ci sono pericoli.Eeehehh!

  267. M.Sparpagliato scrive:

    A letto si va al suono di Kriminal Tango-Danza dell’impunito.Ma una sorpresina sta per giungere,e l’impunito presto sarà affetto da forme catastrofiche di diarrea.Gli consigliami Imodium.

  268. Talita scrive:

    Squinternato, il vero pericolo sono le pseudo-persone come te.
    “Gli consigliami” (!!!!!!!!!!!!!!!) Imodium per il tuo cervello ipersaturo di percolato.

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